L’Australia in bicicletta raccontata da BeCycling dopo due anni di avventure

Dopo tanto pedalare in giro per il mondo Daniele Carletti e Simona Pergola raccontano a LifeGate l’Australia in bicicletta e la loro esperienza sedentaria.

“Ancora ci attendono centinaia di migliaia di chilometri” hanno risposto Daniele Carletti e Simona Pergola durante la chiacchierata fatta con LifeGate per descrivere la loro presenza in Australia in bicicletta. Il progetto BeCycling-dai sette colli ai sette passi ha oltrepassato la Cina, raggiunto il Sud-est asiatico per poi arrivare in terra australe, dove hanno deciso di soffermarsi qualche mese.

Per loro c’è voluto qualche giorno per adattarsi alla sedentarietà dopo mesi di ‘nomadismo ciclabile’. “Non è facile fermarsi di botto, sia fisicamente che mentalmente. Ci sono stati giorni di smarrimento e sicuramente il lavoro ha velocizzato il processo di stabilizzazione” confessano i due ragazzi romani ormai in viaggio da due anni.

Australia in bicicletta
Daniele Carletti e Simona Pergola che pedalano in Australia. Foto © BeCycling.net

Ci raccontano che Alice Springs, dove hanno deciso di fermarsi, è un posto ottimale per trovare lavoro. Soprattutto per i giovani europei con permesso di soggiorno: “Daniele ha trovato un vero e proprio lavoro retribuito, con un salario ben al di là di ciò a cui siamo abituati in Italia”.

Innanzitutto abbiamo chiesto loro riguarda le cose più incredibili accadute in Australia in bicicletta e non. “La prima è stata la grandinata di giugno. Non abbiamo mai assistito a nulla del genere, una violenza inaudita..nel bel mezzo dell’Australia, ne hanno parlato per giorni sui giornali australiani!
La seconda è stato assistere alla grande migrazione di persone che ogni anno, all’inizio dell’inverno, si spostano dalla fredda costa sud alla tropicale costa nord. La strada che attraversa l’Australia da nord a sud, la Stuart Highway, si popola dei mezzi più assurdi! Dal classico camper a pulmann giganteschi che in realtà sono case di lusso, con camera da letto, bagno, cucina e salotto. Per la maggior parte sono pensionati che girano per mesi o addirittura anni, per il proprio paese a bordo di camper o simili”.

 

Avete nominato la grandinata, quindi di acqua ne avete incontrata poca? Quella che ha riempito il fiume Todd che impressione vi ha fatto?
Di acqua ne abbiamo incontrata tanta! Il Todd in “piena” è stato uno spettacolo della natura. Soprattutto perché poche ore dopo era nuovamente colmo di sola sabbia!

Che esperienza è stata l’outback australiano?
A prima vista sembra inabitato, se invece si osserva meglio si scopre che pullula di uccelli e soprattutto insetti. Le formiche sono però, a nostro avviso, le uniche vere abitanti e padrone dell’outback: spesso ci siamo trovati a campeggiare senza che ve ne fosse traccia alcuna, poi all’improvviso venivamo circondati da una lunga, interminabile striscia nera di migliaia di formiche!

Come vi siete trovati con il barbecue della foto che abbiamo messo nella galleria fotografica?
Si trovano un po’ ovunque qui. Il barbecue a gas in un parcheggio pubblico rende proprio l’idea dello spirito outdoor che anima questo continente. La cosa incredibile è che tutto è tenuto perfettamente! Puliti, funzionanti, c’è un forte rispetto in questo da parte delle persone.

Che ci dite del cibo australiano?
Per ora abbiamo mangiato carne di canguro e cammello ma attendiamo che qualcuno ci faccia assaggiare le bush bananas e le honey ants! Le bush bananas sono dei frutti molto più simili a pere tipici del bush australiano. Le honey ants sono formiche che secernono un liquido dolce, cibo tipico della cultura aborigena.

Gli aborigeni australiani purtroppo non fanno una bella vita, anzi, ci spiega Simona: “Sapevo già prima di partire come stavano le cose, ma vederle con i propri occhi è tutta un’altra cosa. Qui ad Alice Springs ci sono gli emarginati, dediti purtroppo all’alcolismo, probabilmente sia per la perdita delle loro radici che per episodi di discriminazione”.

Simona e Daniele ci salutano racontandoci le mete successive: “Abbiamo il quarto passo da scalare sulle Snowy Mountains, dopo di che ci dirigeremo a Sidney e da lì un volo intercontinentale ci porterà nel Nord America. La più imminente però è ancora il Red Center australiano, meditiamo un percorso lontano dalla Stuart Highway che ci porti a conoscere quell’Australia che ci siamo tanto immaginati..fatta di spiritualità e natura, vedremo!”

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