Neutralità tecnologica

Auto e neutralità climatica, ogni propulsore può aiutare a ridurre le emissioni

Il futuro sarà delle auto elettriche, ibride e a idrogeno, ma anche diesel e benzina possono raggiungere il traguardo delle zero emissioni. Ecco come.

L’auto può servire per piccoli spostamenti in città o per un viaggio verso una meta lontana. Per una scampagnata fuori porta nel weekend o per il quotidiano tragitto casa-lavoro. Le esigenze di mobilità delle persone sono molto diverse, così come la gamma di soluzioni di propulsione: che si tratti di elettrico, ibrido e idrogeno, ma anche di diesel e benzina, ogni tecnologia si adatta al meglio a determinate situazioni e gioca un ruolo fondamentale per migliorare la qualità dell’aria. Il traguardo della neutralità climatica non riguarda solo le auto tradizionalmente considerate green; grazie ai carburanti sintetici rinnovabili, infatti, può essere raggiunto anche dai veicoli a combustione interna.

Per le auto un approccio flessibile alle diverse tecnologie

Il principio della neutralità tecnologica, che prevede un approccio flessibile alle diverse tecnologie a disposizione senza che una prevalga necessariamente sulle altre, può dunque rappresentare una chiave per immaginare la mobilità dei prossimi anni. Anche perché, come stima Bosch, entro il 2030 circa un terzo delle auto di nuova immatricolazione in tutto il mondo saranno esclusivamente elettriche; se la carica di elettricità e di idrogeno proviene da fonti rinnovabili, i mezzi alimentati a batteria e celle a combustibile sono climaticamente neutri. Al contempo, tra dieci anni i restanti due terzi dei veicoli – soprattutto in alcune aree del mondo – saranno ancora a combustione interna, sia pur molti dei quali ibridi; ecco perché è fondamentale continuare a sviluppare tecnologie specifiche per motori a combustione interna efficienti, dal momento che grazie ai combustibili sintetici rinnovabili anche i mezzi a benzina e diesel possono raggiungere le zero emissioni.

La velocità di ricarica delle auto elettriche è un parametro fondamentale © Audi Media international

Bosch, che è tra i principali fornitori di componenti e sistemi propulsivi completi, investe circa 400 milioni l’anno per centrare l’obiettivo di una mobilità individuale ed economica che abbia il minor impatto possibile sul clima; ma nel percorrere la strada verso la neutralità carbonica ha scelto di non concentrarsi esclusivamente sull’elettrificazione. L’azienda mira a diventare uno dei principali produttori nel campo dell’elettromobilità basata su veicoli alimentati a batteria e a fuel cell a idrogeno, e al contempo continua ad ottimizzare la tecnologia dei propulsori a combustione interna e a lavorare sulla produzione dei carburanti sintetici ottenuti da fonti rinnovabili.

Si guarda al futuro con le tecnologie elettriche, ibride e a idrogeno

Le auto elettriche a batteria possono regalare un’esperienza di guida divertente e zero emissioni. In quest’ambito Bosch produce diversi componenti, dai motori ai semiconduttori al carburo di silicio, fino alle piattaforme modulari adattabili a diverse tipologie di carrozzeria; sempre improntato alla versatilità è il sistema eAxle, che in una singola unità combina elettronica di potenza, motore elettrico e cambio, adattandosi anche a veicoli di grandi dimensioni.

trasporto pesante
Torino, un momento della presentazione del prototipo di camion a idrogeno al Cnh Industrial Village © Iveco

Ma i costi elevati e un’infrastruttura di ricarica ancora insufficiente al momento frenano il pieno sviluppo dei mezzi al 100 per cento elettrici. Per questo Bosch lavora anche sui motori ibridi, che combinano i vantaggi di un propulsore elettrico privo di emissioni per brevi distanze con quelli di un moderno motore a combustione interna per lunghe distanze. Si va da modelli a 48 volt con frenata rigenerativa agli ibridi plug-in, che permettono di coprire piccoli tragitti in modalità elettrica, fino a ibridi più potenti che consentono di percorrere un maggior numero di chilometri a zero emissioni. L’idrogeno, invece, è una tecnologia che si adatta sia al traffico cittadino che al trasporto pesante, con il grande vantaggio di poter fare in pochi minuti un pieno da un distributore; nella cella a combustibile l’idrogeno viene convertito in energia elettrica, che viene poi trasformata in propulsione emettendo solo acqua. Bosch sta sviluppando – grazie anche alla collaborazione con l’azienda svedese PowerCell Sweden AB – un’innovativa tecnologia a celle a combustibile per veicoli commerciali pesanti, che in futuro verrà adattata per l’utilizzo sulle autovetture.

Motori diesel e benzina, l’importanza dei combustibili rinnovabili

Dato che la transizione verso un powertrain al 100 per cento elettrico sarà ancora lunga, l’azienda sta lavorando per ottimizzare i motori diesel (ancora molto utilizzati per il basso consumo sulle lunghe percorrenze) e benzina, che resta il sistema di trasmissione più diffuso al mondo. Per quanto riguarda i primi, i moderni trattamenti dei gas di scarico hanno notevolmente abbattuto le emissioni di ossidi di azoto; per i propulsori a benzina, invece, nei prossimi anni sarà possibile ridurre fino al 70 per cento le emissioni rispetto agli attuali euro 6d.

I combustibili sintetici rinnovabili si possono ottenere con l’energia solare ed eolica © Pixabay

Un ruolo determinante nella riduzione degli impatti climatici lo giocheranno gli e-fuel, i combustibili sintetici ottenuti con energia proveniente da fonti rinnovabili come il sole o il vento, oppure catturando la CO2 dall’aria e trasformando quindi i gas serra in una risorsa. Una soluzione che comporta tre grandi vantaggi: possono essere venduti attraverso la rete esistente di distributori di benzina, sono in grado di alimentare ogni mezzo (dalle auto fino agli aerei) e garantiscono la neutralità climatica dei motori a combustione interna.

 

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