Le aziende soffrono i cambiamenti climatici ma non lo dicono

93 aziende statunitensi su 100 rischiano di pagare il conto, a livello finanziario, dei cambiamenti climatici. I loro azionisti, però, non ne sanno nulla.

Quasi tutte le aziende statunitensi quotate in Borsa potrebbero pagare, in un modo o nell’altro, le conseguenze dei cambiamenti climatici. O direttamente, oppure perché dovranno sostenere pesanti spese per contrastarli. Ma sono poche, anzi pochissime, quelle che hanno deciso di essere davvero trasparenti e di avvertire i loro investitori. Lo dicono gli esperti della Task Force internazionale sulla trasparenza finanziaria su questioni climatiche, che si sono riuniti lunedì a New York, presso gli uffici di Standard & Poor’s.

 

93 aziende Usa quotate su 100

In corrispondenza della transizione verso un’economia a basse emissioni, la stragrande maggioranza delle società dovrà far fronte a cali dei profitti, svalutazioni, variazioni nei movimenti di cassa. Come riporta un articolo su Forbes, in alcuni casi i dirigenti cercano di minimizzare l’impatto dei cambiamenti climatici. In altri casi, invece, non hanno idea di come tradurre questi rischi in termini finanziari. Il risultato, in entrambe le situazioni, è sempre lo stesso: a farne le spese è la trasparenza verso gli azionisti. Secondo un’analisi pubblicata lo scorso dicembre dal SASB (Sustainability Accounting Standards Board) guidato da Michael Bloomberg, il 93 per cento delle società quotate statunitensi è esposto in un modo o nell’altro ai rischi legati al clima, ma solo il 12 per cento l’ha comunicato pubblicamente.

 

Le aziende a rischio per i cambiamenti climatici rappresenta una capitalizzazione di mercato pari a 33.800 miliardi di dollari. Foto © Ingimage
Le aziende a rischio per i cambiamenti climatici rappresenta una capitalizzazione di mercato pari a 33.800 miliardi di dollari. Foto © Ingimage

 

Cambiamenti climatici e business vanno a braccetto

All’epoca questi dati erano passati pressoché inosservati, per la concorrenza delle notizie in arrivo dalla Cop 21. Anche Bloomberg era a Parigi, dove ha annunciato la fondazione della Task Force sulla trasparenza, presieduta sempre da lui.

“Non fraintendiamo, i cambiamenti climatici si traducono in business – ha scritto Jean Rogers, amministratore delegato del SASB –. Coinvolgono il 93 per cento del mercato azionario statunitense, che rappresenta una capitalizzazione di mercato pari a 33.800 miliardi di dollari. Come abbiamo già affermato, dal momento che i cambiamenti climatici sono sistemici e inseriti lungo tutto il portafoglio, gli investitori non hanno la possibilità di diversificare i propri asset per evitare le loro conseguenze”. Gli azionisti, dunque, avrebbero il diritto almeno di sapere se le società in cui hanno investito il loro denaro stanno facendo qualcosa per tamponare i danni.

 

Foto in apertura: Cheoh Wee Keat / Getty Images

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