Back In The USSR: il rock ‘n’ roll in Unione Sovietica

Come ben si può immaginare il rock, visto come emanazione del capitalismo USA, non ha mai avuto vita facile in Unione Sovietica.

Centinaia di cabine telefoniche devastate: è questo lo scenario che si presenta dinanzi alla polizia moscovita il 28 luglio 1969. Motivo? Una rivista clandestina per giovani ha pubblicato, pochi giorni prima, un articolo su come convertire le chitarre acustiche in elettriche; nel pezzo viene descritto per filo e per segno come rimuovere i componenti elettrici necessari per ottenere lo strumento base del rock ‘n’ roll.

 

 

Come ben si può immaginare, il rock – visto come emanazione del capitalismo USA –   non ha mai avuto vita facile al di là della Cortina di Ferro Nel 1950 nasce il Stilyagi, il primo movimento di controcultura giovanile dell’Unione Sovietica che guarda con estremo interesse alla cultura jazz . Dura una decina d’anni; nel 1960, infatti, a causa della profonda repressione del regime, non esiste già più. Si è sempre parlato dei Beatles in America ma poco si sa della moda beatlesiana che scoppia anche in URSS: il contrabbando di musica illegale con i Fab Four arriva alle stelle, centinaia di migliaia di copie illegale passano da Ovest verso Est, esportando il verbo del rock sia a Mosca che nei cosiddetti Paesi satelliti. I ragazzini portano le loro giacche dai sarti per ricavarne un modello (bislacco) in stile Beatles che viene chiamato “Bitlovka”.

 

Nella prima metà degli anni ’80, la crisi economica morde e il punk prende piega, soprattutto nella Germania dell’Est. Dopo i “permissivi” anni ’70, i gerarchi tornano ad adoperare il pugno di ferro nei confronti della musica rock, ritenuta ora più che mai sovversiva e pericolosa: i club vengono chiusi, le fanzine messe al bando, i giornalisti musicali resi fuorilegge. Con l’elezione di Gorbaciov cambia tutto. Il rock e il punk vengono definitivamente sdoganati e l’atteggiamento generale è più permissivo. Il 12 e il 13 agosto 1989 va in scena il Moscow Music Peace Fest, organizzato dalla fondazione Make A Difference e dal produttore Don McGhee, in collaborazione tra le due superpotenze che fino a quel momento avevano tenuto il mondo in uno stato di perenne tensione. Evento da cui hanno preso ispirazione gli Scorpions per il grande classico Wind Of Change.

 

Roberto Vivaldelli

 

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