In Belgio 60mila cittadini denunciano il governo per inazione climatica

Si è aperto martedì 16 marzo un processo contro il governo del Belgio per inazione climatica. A trascinarlo in tribunale sono stati 60mila cittadini.

Dopo i successi ottenuti nei Paesi Bassi e in Francia, anche in Belgio si è aperto un processo contro il governo, sul banco degli imputati per inazione climatica. Quasi 60mila persone, guidate dall’associazione Klimaatzaak (“La questione climatica”, in olandese, una delle lingue ufficiali della nazione europea) hanno depositato infatti una denuncia presso un tribunale.

“Il Belgio non ha centrato i suoi obiettivi sul clima”

L’avvia della procedura giudiziaria risale ad alcuni anni fa e fa riferimento all’Accordo di Parigi del 2015. Quest’ultimo, infatti, indica la necessità di limitare la crescita della temperatura media globale ad un massimo di 2 gradi centigradi, di qui alla fine del secolo, rispetto ai livelli pre-industriali. Ma rimanendo il più possibile vicini agli 1,5 gradi. L’Accordo, esattamente come accaduto per tutti gli altri paesi membri dell’Unione europea, è stato ratificato anche dal Belgio. E ciò, secondo i 60mila firmatari della denuncia, dovrebbe imporre al governo di Bruxelles azioni concrete per limitare le emissioni di gas ad effetto serra.

Primo ministro del Belgio
Il primo ministro del Belgio Alexander De Croo © Mark Renders/Getty Images

La denuncia chiede ai giudici di riconoscere che il Belgio ha fallito nel tentativo di centrare i propri obiettivi climatici. In particolare, la nazione europea aveva promesso di ridurre il volume complessivo delle proprie emissioni di CO2 “del 40 per cento, o per lo meno del 25 per cento”, entro il 2020, rispetto ai livelli del 1990.

Alla sbarra il governo federale e quelli di Fiandre, Vallonia e Bruxelles

Ma non è tutto: nella denuncia l’associazione Klimaatzaak chiede di imporre al governo il raggiungimento dei nuovi obiettivi indicati dall’Unione europea. Ovvero ridurre di almeno il 55 per cento le emissioni entro il 2030. Raggiungendo la carbon neutrality, ovvero l’azzeramento delle emissioni nette di CO2, entro il 2050.

A dover rispondere all’accusa di inazione climatica non sarà soltanto il governo federale ma anche quelli delle tre regioni in cui è diviso il Belgio: Fiandre, Vallonia e Bruxelles. Le udienze dovrebbero essere distribuite da oggi al 26 marzo incluso. In seguito, il tribunale di primo grado dovrà pronunciare la sentenza.

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