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Il prestigioso concorso dedicato ai giovani chef propone per la prima volta un tema inedito: un piatto 100 per cento vegetale per la prova finale.
La verdura non più relegata a semplice contorno, ma protagonista del piatto al pari di carne e pesce. È questa la scelta del Bocuse d’Or, il concorso gastronomico più prestigioso al mondo dedicato ai giovani talenti: per la sfida finale che si terrà il 24 e 25 gennaio 2017 a Lione (all’interno di Sirha, il Salone mondiale della Ristorazione e dell’Industria Alberghiera), i candidati dovranno presentare un piatto 100 per cento vegetale.
Per comporre la loro portata, i 24 chef in gara, selezionati in tutto il mondo come i più promettenti della loro generazione, potranno utilizzare solo frutta, verdura, legumi, semi e cereali. Sì all’impiego poi di olio extravergine d’oliva, spezie e gelificanti vegetali, vietati invece il burro, i formaggi e tutti i prodotti animali. Gli ingredienti dovranno essere scelti da una lista di 146 del Marché Metro (fornitore ufficiale del concorso). A questi se ne potranno aggiungere due tipici del proprio Paese, rappresentativi della propria eredità culturale. La specificità geografica e l’originalità dei piatti contribuirà infatti per il 20 per cento del punteggio attribuito dalla giuria sullo svolgimento di questo inedito tema. I piatti dovranno essere inviati dagli chef entro il 30 dicembre 2016 al comitato organizzativo.
I finalisti avranno 5 ore e 35 minuti di tempo per svolgere due prove. La prima prevede la creazione di un piatto sul tema del pollo con i crostacei, in omaggio allo chef visionario e inventore del concorso Paul Bocuse e alla sua ricetta del pollo ai gamberi. La seconda prova consiste invece nella realizzazione del piatto vegetale.
Laboratorio gastronomico mondiale, sempre attento al mutare dei tempi, il Bocuse d’Or, giunto quest’anno alla sua 30esima edizione, offre così un contributo al dibattito sulla cucina vegetale in un momento storico in cui c’è sempre più attenzione verso un’alimentazione che non abusi di cibi animali. Se già da diverso tempo gli chef stanno sperimentando piatti in linea con questa tendenza, c’è ancora molto lavoro di ricerca da fare. E allora appuntamento a Lione per osservare, gustare, sorprendersi, applaudire.
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