Ridurre le emissioni è l’unica via per diminuire il rischio di eventi climatici estremi. Come quelli che hanno colpito lo stato del Minas Gerais in Brasile, dove si coltiva caffè.
Con l’approvazione da parte del Parlamento europeo della direttiva suolo, gli Stati membri hanno tre anni di tempo per istituire sistemi di monitoraggio e promuovere soluzioni per una gestione sostenibile.
Lo scorso 23 ottobre, il Parlamento europeo ha approvato, in via definitiva, la direttiva sul monitoraggio del suolo (Soil monitoring law), concludendo un iter avviato nel luglio 2023 dalla proposta della Commissione europea. Questa normativa, riconosce per la prima volta il suolo come risorsa vitale da tutelare, al pari di acqua e aria, con l’obiettivo ambizioso di conseguire suoli sani in tutta l’Unione europea entro il 2050.
La direttiva istituisce un quadro normativo comune per il monitoraggio dello stato di salute dei suoli nella Ue. Gli stati membri sono tenuti a:
Gli Stati membri hanno tre anni di tempo dall’entrata in vigore della legge per recepire le nuove norme nel diritto nazionale, lavorando per migliorare la resilienza dei terreni, gestire i siti contaminati e contrastare il degrado che, secondo le stime, attualmente affligge il 60-70 per cento dei suoli europei. I suoli degradati riducono la fornitura di servizi ecosistemici come cibo, legname, sequestro del carbonio, controllo dei parassiti o regolazione delle acque. La perdita di questi servizi essenziali dell’ecosistema del suolo costa all’Ue almeno 50 miliardi di euro all’anno.
Le minacce al suolo sono numerose e diverse: erosione, inondazioni, perdita di sostanza organica, salinizzazione, compattazione, impermeabilizzazione, perdita di biodiversità. Per tutelare il suolo si dovranno mettere in campo, per esempio, azioni a livello urbanistico, ma anche nel settore agricolo. Un suolo sano contribuisce a una produzione alimentare sicura e al contrasto ai cambiamenti climatici.
Secondo l’ultimo rapporto Ispra, in Italia nel 2024 sono stati coperti da nuove superfici artificiali quasi 84 chilometri quadrati, con un incremento del 16 per cento rispetto all’anno precedente. Con oltre 78 chilometri quadrati di consumo di suolo netto si tratta del valore più alto dell’ultimo decennio. A fronte di poco più di 5 chilometri quadrati restituiti alla natura, il quadro resta sbilanciato: ogni ora si perde una porzione di suolo pari a circa 10mila metri quadrati.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Ridurre le emissioni è l’unica via per diminuire il rischio di eventi climatici estremi. Come quelli che hanno colpito lo stato del Minas Gerais in Brasile, dove si coltiva caffè.
Il giusto prezzo tiene conto dei costi di produzione ma anche dei servizi sistemici con cui gli agricoltori bio si prendono cura della salute delle persone e del Pianeta.
Sottoscritta da oltre 30 organizzazioni, la petizione punta all’obbligo per i supermercati francesi di rendere accessibili a tutti gli alimenti più sani, vendendoli a prezzo di costo.
Una revisione della piramide mediterranea introduce il concetto di cronotipo e le indicazioni per allineare il proprio orologio biologico alla dieta mediterranea potenziandone gli effetti benefici per il metabolismo.
Ospiti del podcast, il campione di trail running Francesco Puppi e la medica esperta in nutrizione Michela Speciani, che hanno parlato di sport e carboidrati.
Il ministero della Salute ha autorizzato temporaneamente l’utilizzo del Dormex nelle coltivazioni di kiwi del Sud. La sostanza è vietata in Italia dal 2008, per la sua tossicità.
Un progetto sul pomodoro da industria raccoglie i primi risultati dopo due anni di sperimentazione sul campo: con l’agroecologia migliora la qualità e l’efficienza produttiva.
Il nuovo rapporto mondiale sul biologico riporta vendite in crescita a fronte di un’estensione stabile delle superfici agricole. La presidente di Federbio sottolinea la necessità di portare avanti la transizione.
I cibi ultra-processati condividono più caratteristiche con le sigarette che con frutta e verdura: secondo i ricercatori, regolamentarli come il tabacco ridurrebbe i rischi per la salute pubblica.

