Bon Jovi, più ristoranti solidali per sfamare i poveri

Il rocker e filantropo Jon Bon Jovi sta lanciando su larga scala la propria catena di ristoranti Soul Kitchen, che servono pasti gratuiti ai meno abbienti.

Dopo il primo Soul Kitchen aperto nel 2011, lo scorso maggio Jon Bon Jovi e sua moglie Dorothea hanno inaugurato il secondo ristorante non profit in una delle zone del New Jersey più colpite quattro anni fa dall’uragano Sandy. Il secondo di una lunga serie, perché la coppia è pronta – come dichiarato nell’ultimo numero del settimanale Billboard – ad ampliare la propria catena solidale. “Affinché tutti possano cenare al ristorante, anche chi non è in grado di pagare il conto, soprattutto in una società in cui una famiglia su cinque vive in povertà e dove un americano su sei non può permettersi il cibo”, aveva spiegato il cantante alla CBS.

 

Jon Bon Jovi nel secondo Soul Kitchen aperto quest'anno a Toms River, zona devastata dall'Uragano Sandy nel 2012. Foto Billboard.
Jon Bon Jovi nel secondo Soul Kitchen aperto quest’anno a Toms River, zona devastata dall’uragano Sandy nel 2012. Foto Billboard.

 

Menù senza prezzi nei Soul Kitchen di Jon Bon Jovi

Nei Soul Kitchen, uno degli ultimi progetti messi in atto dalla Jon Bon Jovi Soul Foundation per i poveri degli Stati Uniti, singoli e famiglie si ritrovano per mangiare in un ambiente caldo e accogliente, ma anche per conoscere i vicini di tavolo. Le portate sono realizzate con ingredienti biologici dell’orto interno o della fattoria della Fondazione, mentre sui menù non sono indicati i prezzi in quanto l’offerta è libera. Chi non riesce a pagare, anche solo con una donazione, può fare il volontariato: un’ora di servizio in cucina a lavare i piatti o a pulire il giardino garantisce un pasto completo per il volontario e per la sua famiglia.

Legati al ristorante ci sono poi altri servizi tra cui una scuola di cucina, una “banca del cibo” che serve i senzatetto, doposcuola per bambini a rischio e un centro di consulenza per la formazione professionale e per i problemi di vita quotidiana come tasse, salute e benessere. “Ognuno si sente parte di una comunità. Cerchiamo di fare qualcosa che serva non solo a riempire la pancia delle persone, ma anche la loro dignità, la loro mente, la loro felicità”, racconta lo chef Mario Batali.

 

Jon Bon Jovi con la moglie Dorothea, l'ex presidente Bill Clinton e Bono Vox a New York nel 2009 per il Food Bank For New York City
Jon Bon Jovi con la moglie Dorothea, l’ex presidente Bill Clinton e Bono Vox a New York, 2009 © Jamie McCarthy/WireImage for BWR

 

L’ultimo Bon Jovi, più filantropia e meno rock

Bon Jovi, che in carriera ha venduto 120 milioni di dischi, ha iniziato a interessarsi ad attività extra musicali e benefiche nel 1992 durante la campagna elettorale di Clinton. Da allora Bill, diventato suo amico, lo ha sempre sostenuto e così ha fatto per il lancio della Soul Foundation.

Il 4 novembre Bon Jovi pubblicherà il 13mo album in studio This House Is Not For Sale, che segna il ritorno della band dopo l’abbandono nel 2013 dello storico chitarrista Richie Sambora. Ma Jon non è così smanioso di calcare le scene, preferisce trascorrere le giornate in casa con Dorothea e i suoi quattro figli, e pensare ai meno fortunati: “Stiamo progettando di espandere Soul Kitchen su larga scala, e sarà meraviglioso”.

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