Gran parte dell’Europa occidentale sta già facendo i conti con temperature che in molte città sfiorano o superano i 35 gradi.
“100% riciclato e riciclabile” sulle etichette delle acque minerali in plastica sono claim falsi. Altroconsumo segnala le aziende alle autorità.
Sempre più spesso, le bottiglie di plastica riportano claim sostenibili quali “100 per cento riciclato” oppure “100 per cento riciclabile”. Con questi messaggi, i consumatori sono portati a presumere che “riciclabile” significhi che la bottiglia verrà riciclata in una nuova bottiglia e quindi che il 100 per cento dei componenti della bottiglia siano recuperabili o addirittura anche che la bottiglia venga effettivamente riciclata al 100 per cento. Ma nessuna di queste interpretazioni è corretta.
Le bottiglie e i contenitori dell’acqua minerale possono essere fatti di diversi materiali, tra cui il vetro, l’alluminio e il cartone: ma al momento il 97 per cento della produzione è di plastica. I riferimenti “da bottiglia a bottiglia” o alla “circolarità” riguardano tutti esclusivamente la componente Pet (polietilene tereftalato) che è il corpo della bottiglia, ma non le altre parti della bottiglia, come tappi ed etichette. Come spiegato in un rapporto del 2022 di Eunomia e Zero Waste Europe intitolato “How circulare is Pet”, anche per il polietilene tereftalato non esiste un circuito di riciclo totalmente circolare. Il tasso di riciclo delle bottiglie in Pet per bevande è del 55 per cento in Unione europea e le probabilità che una bottiglia per bevande ha di essere riciclata in una nuova bottiglia è solo del 30 per cento circa.
Nell’Unione europea i tappi non possono essere fatti di plastica riciclata dal momento che i regolamenti restringono i tipi di plastica riciclata che possono essere usati per il packaging alimentare (attualmente, solo il polietilene tereftalato è ammesso). I tappi non sono fatti di Pet, bensì di altri tipi di plastiche come, ad esempio, il polipropilene (Pp) o il polietilene ad alta densità (Hdpe). Anche le etichette non sono sempre fatte di Pet ed è improbabile che siano composte di plastica riciclata. I componenti delle bottiglie, quindi, non sono né “riciclati al 100 per cento” né possono essere considerati “riciclabili al 100 per cento”: per questi motivi, il “riciclo al 100 per cento” non è quindi possibile.
L’organizzazione dei consumatori Altroconsumo, insieme al Beuc – l’Organizzazione europea dei consumatori – ha deciso di segnalare alle autorità europee e all’autorità italiana della concorrenza e del mercato le aziende produttrici di alcune marche di acqua minerale che utilizzano questi slogan ingannevoli. “Le pratiche scorrette segnalate” riferisce Altroconsumo, che al momento preferisce non fare i nomi delle aziende segnalate per non compromettere un’eventuale ispezione a sorpresa dell’Autorità competente, “si riferiscono agli articoli 20, 21 e 22 del codice del consumo, che riportano azioni e omissioni ingannevoli nonché contrarietà alla diligenza professionale e idoneità a falsare il comportamento economico del consumatore medio”.
Il consumo pro capite di acqua in bottiglia è in forte crescita negli ultimi anni ed è stato calcolato che un europeo medio beve circa 118 litri di acqua in bottiglia ogni anno. I cinque paesi europei dove il consumo è maggiore sono l’Italia, la Germania, il Portogallo, l’Ungheria e la Spagna. Per questo “è essenziale fornire ai consumatori informazioni attendibili e accurate sull’impatto ambientale dei prodotti che acquistano”, spiega ancora Altroconsumo.
Perciò, diffondere la notizia che la bottiglia di plastica è riciclabile totalmente può indurre il consumatore a diminuire il proprio grado di responsabilità nell’atto dell’acquisto. Ma stiamo parlando di materiali inquinanti e realizzati a partire da combustibili fossili: nel 2050, se nulla cambierà, si stima che il totale delle emissioni derivanti dalla plastica a livello globale supererà il tetto di emissioni concesso per la produzione di tutti i materiali e rappresenterà il 32 per cento delle emissioni concesse in totale per limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi. Oltre al fatto che l’intero ciclo vitale della plastica è una vera minaccia per la salute dell’uomo e l’inquinamento da plastica è un serio problema per gli ecosistemi terresti e degli oceani.
Insomma, vale la massima per cui il miglior rifiuto è quello che si evita. È preferibile scegliere un contenitore diverso dalla plastica o, se proprio non possiamo farne a meno, essere consci che quella bottiglia difficilmente verrà riciclata. Essere onesti con sé stessi è il modo migliore per diventare consumatori più consapevoli.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Gran parte dell’Europa occidentale sta già facendo i conti con temperature che in molte città sfiorano o superano i 35 gradi.
Grazie al progetto transfrontaliero MC0, tante PMI italiane e francesi hanno avviato un processo di decarbonizzazione. Anche per il settore agroalimentare.
Dal 12 al 14 maggio si sono tenuti i #Waterevolution day organizzati da Gruppo CAP – l’azienda che gestisce il servizio idrico della Città Metropolitana di Milano e oltre 200 comuni – che ha aperto al pubblico le porte dell’impianto di depurazione di Bresso-Niguarda al confine tra Milano e provincia. L’obiettivo era quello di mostrare
L’Onu ha pubblicato il World Ocean Assessment, corposo rapporto sullo stato di salute degli oceani, che costituisce di fatto un appello per salvarli.
Primo ok alle legge delega, ma i primi reattori modulari di piccole dimensioni arriveranno tra 10 anni. E per la fusione se ne parla dopo il 2040.
Nata a Padova, Finapp utilizza i raggi cosmici per misurare l’umidità del suolo e la neve in tempo reale, prevenendo siccità, alluvioni e sprechi.
Lo scatto di Oreste Caroppo vince Obiettivo Terra 2026 raccontando biodiversità, metamorfosi e natura nelle aree protette italiane.
Uno studio osservazionale condotto su oltre 10mila anziani ha associato la preparazione dei pasti in casa a un minor rischio di demenza, specialmente per chi è meno abile in cucina.
La nuova legge parla di “gestione” della fauna selvatica, estende la stagione venatoria e le specie cacciabili: la Ue ha già detto che non va bene.
