Calo della produzione, aumento della mortalità nei campi, ricadute sui diritti dei lavoratori: un report di Terra ed EStà fotografa l’impatto della crisi climatica sull’agricoltura e propone delle soluzioni.
di Francesca Marotta Prezioso per chi vuole mantenersi sveglio e attivo, amato e apprezzato per il suo aroma ricco e sensuale, il caffè è anche tristemente noto per i disturbi che può provocare, soprattutto per chi ne consuma quantità elevate. I contro del caffè sono largamente noti: a seconda della sensibilità personale e della quantità che se ne consuma, può alterare i
Prezioso per chi vuole mantenersi sveglio e attivo, amato e apprezzato per il suo aroma ricco e sensuale, il caffè è anche tristemente noto per i disturbi che può provocare, soprattutto per chi ne consuma quantità elevate. I contro del caffè sono largamente noti: a seconda della sensibilità personale e della quantità che se ne consuma, può alterare i ritmi del sonno, favorire stati di ansia o di depressione, affaticare il fegato, alterare il ritmo cardiaco e aumentare la probabilità di contrarre disturbi cardiovascolari. Ad alte dosi, nelle donne in gravidanza può favorire anomalie congenite nel feto.
Ma, forse, sono meno note le sue proprietà benefiche. Innanzitutto, sembra ormai smentita la tesi secondo cui favorirebbe i tumori del pancreas e della vescica; sembra anzi che i polifenoli del caffè abbiano un effetto antitumorale.
Il caffè è utile nella terapia sintomatica dell’asma perché la caffeina, soprattutto nei pazienti giovani, stimola la dilatazione dei bronchi. Per questo motivo giova anche a chi soffre di febbre da fieno e di riniti allergiche, in quanto riduce l’affaticamento dei muscoli respiratori.
Aiuta a digerire chi soffre di ipocloridria (scarsa produzione di acido cloridrico nello stomaco), grazie all’azione dell’acido clorogenico che eccita la secrezione cloridrica. In questo caso la caffeina non c’entra e infatti, a questo proposito, funziona anche il caffè decaffeinato. Efficace diuretico, il caffè svolge anche un’azione antistipsi perché stimola la motilità intestinale: l’effetto è quasi immediato, tanto che si esplica nel giro di due o tre minuti dall’assunzione.
Sembra anche che i tannini del caffè possano avere un effetto anticarie, perché contrastano lo sviluppo dei batteri cariogeni. Infine, anche chi vuole dimagrire può farsi “dare una mano” dal caffè, perché stimola la lipolisi epatica, ovvero aumenta la capacità dell’organismo di bruciare i grassi dei tessuti adiposi, risparmiando gli zuccheri (glicogeno) che servono per gli improvvisi scatti di energia.
Tutto questo però non deve farci dimenticare che il caffè va considerato come un farmaco e quindi va assunto con moderazione, ricordando anche che la caffeina è più concentrata nel caffè fatto con la macchinetta, che contiene in media il 20-25 per cento in più di caffeina rispetto all’espresso del bar.
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