Il presidente de la Espriella vuole cancellare le entità di autogoverno delle comunità in Amazzonia e Chocò. Allarme per omicidi e sequestri.
Sulle zone devastate dagli incendi, prive ormai di vegetazione, si sono abbattuti temporali eccezionali. Il bilancio provvisorio è drammatico.
Almeno diciassette persone sono morte nel sud della California nella giornata di martedì 9 gennaio. La regione è stata colpita da piene improvvise dei fiumi e da gravi inondazioni, dopo che una serie di violenti temporali si è abbattuta sulle zone prive di vegetazione.
The US 101 Freeway at the Olive Mill Road overpass flooded with runoff water from Montecito Creek. pic.twitter.com/SjaSOgOFMm
— SBCFireInfo (@EliasonMike) 9 gennaio 2018
Si tratta infatti della stessa area nella quale poco più di un mese fa sono divampati devastanti incendi: nella sola contea di Ventura circa 27mila persone furono costrette ad abbandonare le proprie abitazioni, mentre il governatore Jerry Brown dovette dichiarare lo stato di emergenza. Altri roghi avevano colpito la contea di Los Angeles e quella di San Bernardino.
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La mancanza di alberi e di arbusti capaci di assorbire l’eccesso di acqua è stata determinante. Bill Brown, sceriffo della contea di Santa Barbara, ha confermato il bilancio provvisorio delle vittime. In precedenza, i numerosi pompieri presenti sul posto avevano già fatto sapere di aver ritrovato alcuni corpi nella città di Montecito, nei pressi di Los Angeles. Le ricerche vanno in ogni caso avanti, soprattutto in alcuni quartieri nei quali numerose case risultano colpite da smottamenti. Una ragazzina di quattordici anni è stata tratta in salvo dopo aver passato parecchie ore tra le macerie di un’abitazione distrutta.
L’autostrada 101 che costeggia il Pacifico, infine, è attualmente inaccessibile per più di 50 chilometri.
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