Cane corso, l’antico molosso compagno dei legionari romani

Il cane corso è una razza antichissima e dal fascino innegabile, recentemente riscoperta. Fiero e audace, è un compagno straordinario, ma sono necessari polso fermo e un’ottima socializzazione di base.

Il cane corso trae le sue origini dal canis pugnax, antico molosso romano che accompagnava i legionari nelle loro spedizioni di guerra e, per il suo coraggio e fedeltà, era tenuto in una considerazione non inferiore al soldato. Dopo secoli di selezione dovuta alla dura vita nelle campagne, questo magnifico e fiero animale rischiò la scomparsa nell’epoca a cavallo fra le due guerre mondiali. Fortunatamente, però, alcuni esemplari riuscirono a sopravvivere, in particolare nelle masserie pugliesi dove furono custoditi gelosamente. Questi soggetti, che conservavano intatte le caratteristiche della razza, servirono per il suo recupero morfologico e caratteriale. Nel secolo scorso, infatti, il cane corso era così diffuso in tutto il meridione d’Italia da rappresentare quasi un’istituzione; vi facevano riferimento anche i vari regolamenti comunali che con appositi articoli ne disciplinavano la custodia.

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La parola “corso” appartiene in esclusiva ad alcuni dialetti dell’Italia meridionale. Infatti corsus è un antichissimo aggettivo provenzale che in italiano significa “robusto” e che ancora oggi, nella parlata dialettale di molte zone del meridione, significa la stessa cosa. Grazie alla sua versatilità, il cane corso è stato in passato utilizzato per una molteplicità di impieghi: è stato custode delle masserie, bovaro, fedele compagno dei carrettieri, guardia del corpo e cacciatore di grossa selvaggina (cinghiale, orso, lupo, ecc.).

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Un cucciolo di cane corso: in pochi mesi l’adorabile piccolo si trasformerà nel fiero molosso italiano © Pixabay

Cane corso, morfologia e salute

L’aspetto generale del cane corso è quello di un mesomorfo di mole medio-grande fortemente costruito, ma mai esagerato; elegante, con muscoli potenti, esprime forza, agilità e resistenza. La testa è voluminosa con struttura brachicefala. L’altezza al garrese è da 64 a 68 centimetri per i maschi e da 60 a 64 per le femmine (tolleranza di 2 cm in più o in meno). Il peso varia da 45 a 50 chilogrammi per i maschi e da 40 a 45 per le femmine. 

Il pelo è corto, non raso, lucido, con uno strato di sottopelo che s’accentua d’inverno. La sua lunghezza è di 2/2,5 cm e non necessita di toelettatura, ma solo di regolari spazzolate. Il colore del mantello può essere nero, grigio piombo, ardesia, grigio chiaro, fulvo chiaro, fulvo cervo, fulvo scuro e tigrato (tigratura su fondo fulvo o grigio di varie gradazioni). Nei soggetti fulvi e tigrati è presente una maschera nera o grigia la cui estensione è limitata al muso e non deve superare la linea degli occhi.

Per quel che riguarda la salute, il corso non ha particolari problemi. Attenzione, però, alla displasia dell’anca e dei gomiti che ogni buon allevatore dovrebbe verificare nella genealogia dei propri cuccioli. La displasia, soprattutto nei cani di grossa taglia come il corso, può portare a considerevoli problemi che si rifletteranno sul benessere – anche psicologico – e sulla salute dell’animale.

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Per anni ai corso vennero tagliate le orecchie: ora questa pratica è proibita dalla legge ed è considerata un maltrattamento © Pixabay

Il corso non è un cane per tutti: la parola all’educatore cinofilo

Ancora oggi il corso mantiene inalterate le sue peculiarità caratteriali. Si tratta, infatti, di un cane estremamente equilibrato, non ha innata aggressività verso l’uomo, ma se interviene a difesa della persona e della proprietà, la sua azione è terribile e spietata. È estremamente vigile e reattivo. Docilissimo e affettuoso con il padrone, è amante della famiglia, verso la quale impersona istintivamente il ruolo di protettore. Può essere addestrato con successo, anche in virtù della sua straordinaria intelligenza e capacità di memorizzazione.

“Il corso è una delle razze che nel mondo ci invidiano: fenomenale cane da guardia, mostra tutto il suo carattere nella difesa di persone e cose. Ma attenzione. Si tratta di un cane selezionato per badare alle proprietà umane e, quindi, per sua natura è estremamente diffidente verso gli estranei. Deve essere ben socializzato: son fondamentali, infatti, i suoi primi tre mesi di vita”, spiega Bruno Ferrari, educatore cinofilo.

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I primi tre mesi di vita sono fondamentali per lo sviluppo caratteriale del cane corso © Pixabay

Chi è il compagno ideale di un cane corso

Il cane corso, infatti, deve avere una buona socializzazione in modo da conoscere positivamente ciò che lo circonda. “In caso contrario le sue attitudini di guardiano lo porteranno a escludere e allontanare ciò che non conosce e percepisce come negativo”, continua Ferrari. Nella sua fase di maturazione, le sue attitudini innate verranno fuori da sole: mai addestrare ulteriormente questi cani alla difesa e alla guardia. Si potrebbe rischiare di esaltare certi comportamenti negativi a tutto discapito di una corretta gestione sia familiare che sociale del cucciolo.

“Sicuramente non è la prima scelta per una famiglia con bambini. Per questo, infatti, ci sono altre razze più indicate come i retrivier o qualunque cane da compagnia”, aggiunge Bruno Ferrari. Anche nel caso del corso vale l’antica e saggia regola del buon senso, poco o scarsamente applicata però nel caso della scelta del cane. Prenderne uno di grossa mole, con indole combattiva e coraggiosa come quella del corso, ed essere magari alla prima esperienza in materia cinofila, non è certo la cosa migliore.

L’indomito cane corso, in tutta la sua primitiva bellezza, dovrebbe rimanere l’amico ideale di persone con polso fermo, tempo a disposizione per la socializzazione del proprio amico a quattro zampe, case e accessori a misura di questo fiero guardiano. Un corso in una piccola utilitaria, ridotto a passeggiare nei giardinetti metropolitani e costretto a vivere in un appartamento di pochi metri quadrati costituisce un insulto all’antico molosso, compagno di lotte e avventure dei legionari romani.

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