Arredamento e Design

CasArché, la casa che porta colore nella vita di mamme e bimbi in difficoltà

I colori sono protagonisti di CasArché, la casa di accoglienza di Fondazione Arché nella periferia di Milano. Per portare gioia nella vita di mamme e bambini in difficoltà.

Il colore è protagonista del progetto di ristrutturazione della casa di accoglienza CasArché di Fondazione Arché, curato dallo studio di architettura e interior design 23Bassi. Aperto a Quarto Oggiaro, quartiere alla periferia di Milano, a fine 2016, ospita mamme 
e bambini vulnerabili che si trovano in situazioni di disagio sociale
, affiancandoli nel cammino
 verso l’autonomia.

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CasArché, gli accostamenti cromatici delle facciate e arredi esterni © Marco Curatolo

La filosofia dietro CasArché

CasArché è stata progettata per essere una casa comunitaria, adatta a ospitare mamme e bambini sia temporaneamente che per periodi lunghi, quindi con spazi privati e collettivi. L’obiettivo è quello di trasformare un vecchio asilo in un luogo di rifugio caldo e accogliente che possa trasmettere l’anima e il comfort di una casa vera.

Cercare soluzioni economiche ma di qualità e prevedere il riuso di molti materiali già esistenti all’interno della struttura precedente. Questa la sfida della ristrutturazione che i giovani architetti dello studio 23Bassi, con un’attitudine spiccata per i progetti sociali, hanno affrontato con pragmatismo, adottando soluzioni creative, funzionali e di effetto scenografico. Il colore è stato il filo conduttore del progetto: una fonte inesauribile di allegria e di energia.

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CasArché: le facciate policrome viste dal cortile © Marco Curatolo

Colore

Metafora della diversità e dell’accoglienza, i colori raccontano come il mondo è una tavolozza accogliente per ogni pelle e ogni tipo di pensiero. Così a chi arriva qui per trovare supporto e stabilità il mondo sembra un po’ meno grigio. Frutto di uno studio approfondito, sono stati scelti toni accesi per le pareti degli esterni e acquarellati per quelle degli interni.

“Abbiamo ridisegnato gli interni della futura CasArché in modo da bilanciare il valore della condivisione e l’importanza di comfort e tranquillità negli spazi più intimi”, come spiegato sul sito di 23Bassi. E dunque per gli interni privati le pareti sono declinate in un’ampia gamma di colori pastello che si integrano armonicamente, creando scorci e punti di vista inaspettati e scenografici. Colori neutri come il bianco, il sabbia e il grigio sono stati scelti per gli arredi principali, mentre i complementi e gli accessori tessili sono in colori vivaci in accordo con la policromia degli spazi.

Riuso 

La progettazione sostenibile è il pre-requisito alla base dei progetti e dell’impegno sociale dello studio 23Bassi. In questo progetto, realizzato con un budget molto contenuto, il riuso è stato l’elemento che ha guidato le scelte e orientato le soluzioni progettuali.

“Il precedente edificio aveva un ‘effetto ­prigione’, con le inferriate a tutte le finestre – continua la pagina di 23Bassi  –. Le abbiamo subito riutilizzate per fare la recinzione. L’antico grande lucernario è stato conservato per illuminare alcune stanze. Così i pavimenti in ceramica e graniglia. I bagni invece sono stati interamente rifatti poiché, data la precedente destinazione d’uso dell’edificio a asilo, erano stati costruiti con i sanitari per bambini piccoli”.

A piano terra ci sono i locali comuni, le sale giochi per bambini, la zona living con divani e la biblioteca, le cucine, la sala da pranzo e i locali per il laboratorio di formazione sartoriale che sarà presto avviato per le ospiti di CasArché. Al primo piano ci sono, invece, le ampie stanze per le mamme e i bambini. All’esterno un ampio cortile e un giardino.

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CasArché, declinazioni policrome negli interni © Marco Curatolo

Solidarietà

La lista dei contributi che hanno permesso la ristrutturazione dell’edificio, dei materiali e degli arredi è lunga: da UniCredit a Fondazione Cariplo, da Fondazione Banca del Monte di Lombardia a Mapei, Enel, Fir Italia, Ideal Standard, Tigros, Mondelez International, Ikea ecc.

“I mesi di ristrutturazione si sono rivelati una gara di solidarietà e supporto da parte di enti e aziende, che ci hanno permesso di dare forma ad uno spazio speciale, non solo capace di accogliere mamme e bambini, ma di ‘fare’ comunità”.

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C’è posto anche per te. La grande parete con i nomi di chi ha contribuito alla realizzazione della casa accoglienza CasArché © Marco Curatolo

Il futuro, ottimista

All’interno del giardino esistente è prevista un’estensione del progetto – in attesa di finanziamenti. Questo prevede la realizzazione di appartamenti per famiglie che vogliono mettersi in gioco accogliendo bambini in affido, che andrebbero costruiti tutti in legno perché, “è ecologico, economico, termico, rinnovabile: il legno intonacato è il materiale del futuro. Ed è bello usarlo per un progetto che guarda al futuro con ottimismo”.

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