Cooperazione internazionale

Lampedusa, nasce un luogo dove i migranti possono essere ascoltati

A volte basta una persona in grado di ascoltare per rendere meno traumatica un’esperienza. A Lampedusa sta per sorgere un centro di ascolto per migranti laddove ora ci sono tre relitti.

Lampedusa, ospiterà presto, forse già a luglio, un centro di ascolto per migranti. La Caritas, insieme alla fondazione Giovanni Paolo II e al centro Padre Nostro che ha sede nel quartiere Brancaccio di Palermo, dove Pino Puglisi venne assassinato dalla mafia nel 1993, hanno voluto dar vita a un luogo di accoglienza dove persone, volontari saranno a disposizione per offrire ascolto alle persone che ogni giorno arrivano sull’isola tra disagi e sofferenze sognando una vita migliore.

 

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Il progetto ha un costo di circa 250mila euro e prevede uno sportello che sarà a disposizione anche degli abitanti di Lampedusa e degli addetti ai lavori. Operatori sociali, infermieri, medici che ogni giorno sono sotto pressione perché si trovano davanti situazioni di disagio, famiglie a cui devono garantire assistenza spesso senza avere i mezzi e le risorse adeguati. Il centro di accoglienza, costituito da un prefabbricato, sorgerà laddove adesso ci sono tre relitti di altrettanti barconi recuperati qualche anno fa in seguito a uno dei tanti sbarchi a cui Lampedusa e i lampedusani assistono quotidianamente.

 

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Nei giorni scorsi, Felicio Angrisano, comandante generale delle Capitanerie di porto, ha reso noti i numeri, la portata della migrazione nel mar Mediterraneo in questi anni. Dal 1991 a oggi, la Guardia costiera italiana ha salvato più di 500mila migranti, 34.500 solo nei primi mesi del 2015. Dall’ottobre 2013 all’ottobre 2014, invece, sarebbero state portate in salvo più di 80mila persone dalla marina militare e 40mila dalla Guardia costiera.

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