Cesena, la transizione energetica parte dalle comunità

Energy2act è il progetto che crea un modello di transizione energetica, a partire dalle comunità di quartiere.

La transizione energetica è spesso raccontata come una questione di grandi strategie, investimenti e tecnologie. Ma sempre più spesso passa da luoghi molto più concreti, come i quartieri, le case e le comunità. È proprio da qui che parte Energy2act, il progetto guidato dal Comune di Cesena e finanziato dal programma European Urban Initiative, che ha l’obiettivo di accompagnare le comunità dei diversi quartieri della città a decidere le direttrici per rendere possibile la transizione energetica.

In questo approccio, i cittadini non sono più solo destinatari di politiche o utenti di nuove tecnologie, ma diventano protagonisti attivi, coinvolti nella progettazione e nella gestione dei sistemi energetici locali. E anche il ruolo del Comune cambia. L’amministrazione non è più solo regolatore o fornitore di servizi, ma diventa un facilitatore: crea le condizioni perché la collaborazione tra cittadini, imprese e istituzioni possa davvero funzionare, riducendo ostacoli burocratici e rendendo più accessibili strumenti e informazioni.

Partire dai quartieri-comunità

La vera novità del progetto Energy2act è appunto quella non puntare subito alla transizione energetica dell’intera città, ma di “partire dal piccolo” e concentrarsi sulle comunità di quartiere, con le proprie dinamiche ed esigenze. L’obiettivo è accompagnarle in un percorso che le trasformi in tante Climate communities, ovvero tanti gruppi attivi e consapevoli, capaci di partecipare in prima persona alla transizione, ciascuno a modo proprio. Da qui, si vogliono creare i cosiddetti Positive clean energy neighbourhoods (PCENs), cioè quartieri in grado di produrre e gestire energia in modo sostenibile, riducendo consumi ed emissioni.

Uno sportello per orientarsi nella transizione energetica

Uno degli strumenti chiave di Energy2act per accompagnare i cittadini ad agire la transizione energetica è l’apertura del Centro Culturale per l’energia di cui il One stop-shop for climate communities fa parte, un portfolio di servizi pensato per accompagnare cittadini e stakeholder lungo tutto il percorso, dalla definizione delle strategie fino alla realizzazione degli interventi, in modo da rendere più accessibile un processo che oggi è spesso complesso e frammentato. Lo sportello sarà ospitato all’interno del Cesena energy living lab, uno spazio di incontro e sperimentazione dove cittadini, professionisti e istituzioni potranno confrontarsi e costruire insieme strategie e percorsi della transizione energetica.

“Energy2act ci inserisce in una rete di città europee impegnate ad accelerare la transizione energetica locale, affrontando ostacoli come la frammentazione delle azioni, il limitato coinvolgimento del settore privato e la difficoltà di accesso agli incentivi” hanno affermato gli assessori alla Sostenibilità ambientale Andrea Bertani e ai Progetti europei Giorgia Macrelli durante l’evento di lancio del progetto del 18 aprile scorso.

Vigne, il quartiere pilota

A Cesena, questo percorso inizierà dal quartiere Vigne, scelto come area pilota perché presenta una serie di caratteristiche “ideali” sulle quali agire. Si tratta infatti di un contesto con edifici spesso poco efficienti, una forte presenza di proprietà private e situazioni di vulnerabilità economica. Qui, il rischio è che il peso della riqualificazione energetica ricada interamente sui singoli cittadini, soprattutto su chi ha meno risorse. Per questo il progetto punta a costruire un percorso collettivo, coinvolgendo abitanti, scuole, imprese e istituzioni in un processo partecipativo che metta al centro inclusione e sostenibilità.

“L’obiettivo finale è ambizioso: trasformare Cesena, quartiere dopo quartiere, fino al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050″, continuano gli assessori. “Il quartiere Vigne è stato individuato come area pilota: presso la sede dell’edificio ‘Arcobaleno’ si prevede di integrare un centro culturale per l’energia che accompagnerà la comunità nell’agire la transizione energetica. Inoltre, saranno realizzati tre impianti fotovoltaici: uno sul tetto dell’Arcobaleno, uno sulla pensilina della stazione e uno privato presso l’area di Energia Corrente, partner del progetto”.

Come funziona Energy2act: dati, partecipazione e solidarietà

Energy2act si basa su un approccio integrato che mette insieme tre dimensioni. Da un lato, quella digitale, con un sistema basato su dati e modelli GIS a supporto delle decisioni collettive, che ci aiuterà a scegliere insieme il Futuro prossimo. Dall’altro, quella sociale, grazie al modello di Community readiness level, che misura e rafforza la capacità delle comunità di agire concretamente. Infine, c’è la dimensione economica, con il Climate community exchange system and fund: una piattaforma che favorisce scambi e forme di supporto reciproco, con un’attenzione particolare a chi vive in condizioni di povertà energetica, in modo che la transizione energetica non lasci indietro nessuno. Proprio per questo tipo di approccio, il progetto si propone come una best practice replicabile anche in altre città.

Il progetto, che si svilupperà tra il 2025 e il 2029, coinvolge una rete di partner tecnici e scientifici – tra cui ENEA e l’Università di Bologna – e dialoga con altre città europee come Halandri, Lipsia e Granada. Con un budget complessivo di oltre 6 milioni di euro, Energy2act sperimenta nuovi modelli di collaborazione tra pubblico, privato e cittadini e mostra come il cambiamento possa partire davvero dai territori. Ad iniziare dai singoli quartieri.

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