Quando la bicicletta è una filosofia di vita: ecco i meme dei Cicloaforismi

Il progetto Cicloaforismi – i ciclisti filosofi si sviluppa via Facebook per diffondere la cultura ciclabile in maniera virale e reinserire la bicicletta nell’immaginario collettivo.

L’Italia è un Paese in cui la cultura ciclabile è arretrata rispetto ad altre nazioni, pur avendo un attivismo pro-mobilità ciclabile alto rispetto a quanti utilizzano le due ruote come mezzo di spostamento e in costante aumento.

 

Ci sono quindi vari espedienti che gli appassionati della bicicletta stanno cercando di tirar fuori per sensibilizzare le persone sullo stile di vita in bici. Alcuni stanno puntando sul web e i social network per diffondere messaggi virali che mostrino la filosofia di vita che si può ritrovare dietro la scelta di salire in sella non solo la domenica.

 

aforisma nietzsche
Immagine realizzata da facebook.com/cicloaforismi

 

Il concetto di Cicloaforismi – I ciclisti filosofi prende proprio forma con queste ambizioni. Un sapere filosofico e morale condensato in brevi frasi che entrano in simbiosi con le immagini con cui sono abbinate. Insieme vivacizzano e potenziano il messaggio che, nelle sue varie espressioni contenute negli aforismi, vuole dare testimonianza di quanto la bicicletta non sia solo un mero mezzo di trasporto ma l’idea di vivere meglio e l’idea di pensare differentemente grazie al desiderio di pedalare.

 

 

“Nel mondo dei Social Network la propagazione spontanea di piccoli e semplici meme è all’ordine del giorno – ha risposto Marco Pierfranceschi, ideatore della pagina dei Cicloaforismi e blogger -. In genere sono motti, aforismi o battute satiriche. Il termine ‘meme’ rimanda all’imitazione, ovvero alla caratteristica propria dei gruppi sociali di cementare la propria identità attraverso la condivisione e la ripetizione di consuetudini”.

 

Quando gli abbiamo chiesto cosa avesse spinto loro a realizzare il progetto dei Cicloaforismi ecco cosa ci ha detto: “L’idea è reinserire la bicicletta in un immaginario collettivo che l’ha progressivamente rimossa e sostituita con veicoli motorizzati assortiti (automobili, motocicletta). La ‘risonanza’ che si dovrebbe creare tra il pensiero, che rimanda alle fondamenta del nostro essere umani, e l’immagine contenente una bicicletta dovrebbe suggerire quanto l’andare in bici sia strettamente legato alla nostra umanità”.

 

Secondo l’esperimento sui ciclisti filosofi, realizzato da Pierfranceschi e dagli altri volontari amanti della mobilità in bicicletta, i destinatari ideali dei messaggi sono i ‘non ciclisti’, ossia coloro che ancora non hanno fatto il grande salto di abbandonare l’automobile o le due ruote motorizzate a favore di quelle a pedale. Tuttavia il canale di ‘viralizzazione’ individuato è alla fine diventato quello dei gruppi di ciclisti.

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