La Compagnia degli anziani, dove la danza non ha età

Da Londra ai teatri di mezza Europa con la Compagnia degli anziani, un gruppo di ballerini over 60. La settantenne Betsy Field ci spiega perché la danza fa così bene al corpo e alla mente.

Sono 19 i ballerini che fanno parte della compagnia di danza del teatro Sadler’s Wells di Londra, il cui nome è tutto un programma: Company of elders, la Compagnia degli anziani. Sono tutti over 60, il più senior ha 87 anni ed è nella compagni da quando è stata fondata nel 1989. Si trovano una volta a settimana e anche più spesso in vista di rappresentazioni o tournée.

Betsy Field fa parte della compagnia dal 2001, quando una volta in pensione si è trasferita a Londra dal Surrey, una cinquantina di chilometri fuori città. “Ho iniziato a danzare quando avevo cinque anni ma quando ne ho compiuti 15 ho smesso perché mi sono trasferita. In verità ho continuato a danzare da sola, nella mia camera da letto”, confessa ridacchiando. “Dopo il matrimonio e i figli, più di 40 anni fa ho ricominciato a ballare e da allora non ho più smesso”.

Della compagnia non fanno parte ex ballerini in pensione ma semplicemente persone che vogliono danzare ed esibirsi e magari hanno scoperto tardi questa passione e ora devono farla conciliare con il tempo da dedicare ai nipoti. Quel che rende la compagnia speciale è il fatto che sia gestita in modo professionale dal prestigioso teatro Sadler’s Wells.

Prevedibilmente sul palcoscenico non si eseguono piroette, salti o acrobazie, ma la sensazione che si prova nell’osservare gli spettacoli è di pura gioia e divertimento. Come bambini, i ballerini sul palco interagiscono tra loro, scherzano, si muovono in coreografie ben organizzate. L’essere anziani non viene vissuto come una condizione limitante o inevitabile; la propria identità non è legata a questo. Si rimane se stessi, nel tempo si cresce, ci si evolve in uno sviluppo naturale, omogeneo e continuo.

"Home Turf" The Company of Elders  © Foteini Christofilopoulou/Sadlerís Wells and West Ham United Foundation
“Home Turf” un pezzo creato in collaborazione con la fondazione della squadra di calcio West Ham United © Foteini Christofilopoulou/Sadler’s Wells

La salute e il benessere psico-fisico, conseguenze della danza

“Danzare per me è una necessità, una condizione naturale”, racconta Field. “Ho 78 anni ma me ne sento 58. La danza è un modo fantastico di mantenersi in forma perché permette di muovere ogni parte del corpo, anche se delicatamente. Danzare rafforza il fisico e migliora l’equilibrio, prevenendo così le cadute. Dal 2001, quando sono entrata nella Compagnia degli anziani, ho visto forse solo due persone abbandonare, mentre ci sono un paio di ultraottantenni che sono lì da quando è nata la compagnia. La cosa fenomenale è che anche quando alcuni di noi si sono dovuti allontanare temporaneamente per problemi vari o per sottoporsi ad operazioni, il fatto di avere un impegno così importante da portare avanti ha fatto in modo che queste persone si rimettessero in piedi rapidamente. Questo progetto rafforza la nostra determinazione, fa sì che continuiamo ad andare avanti”.

Migliorare i rapporti sociali

“Per me la danza è stata fondamentale perché mi ha permesso, quando mi sono trasferita a Londra, di conoscere persone e creare legami forti con chi aveva la mia stessa passione. Tra di noi ci sosteniamo molto nei momenti difficili che a quest’età sono frequenti.

Le tournée poi sono fantastiche. Poiché il progetto di danza per anziani è così importante, capita che ci invitino in altre città per creare consapevolezza sull’argomento e spargere la voce. Siamo stati più volte in Olanda, Portogallo e Svezia e anche alla Biennale di Venezia. È bellissimo far parte della grande famiglia della danza e del teatro ed entrare in contatto con grandi ballerini e coreografi.

Negli anni Settanta era difficile trovare corsi di danza per anziani e quando io e mio marito ci siamo trasferiti a Londra dopo la pensione ho temuto di dover abbandonare, ma la compagnia del Sadler’s Wells è stata la risposta ai miei desideri. Ora ci sono moltissime persone che vorrebbero danzare e anche entrare in compagnia. È diventato un fenomeno più diffuso perché si vive di più e si va in pensione presto, perché si è più attivi e ci si annoia a non fare niente. E perché si è sparsa la voce”.

Con una popolazione che invecchia è importante trovare nuovi modi per garantire il benessere di tutte le generazioni. Il principale evento organizzato dal Sadler’s Wells e dedicato alla partecipazione dei più anziani  è il Festival elixir, che si tiene ogni due anni e nell’ultima edizione ha visto la partecipazione di 20 compagnie e 220 ballerini. Un evento che colpisce nel segno se valutato secondo quelle che vengono definite le cinque chiavi del benessere degli anziani nella società: creare connessioni, essere attivi, aumentare la propria consapevolezza, continuare ad imparare e a donare.

Foto di copertina: Company of elders © Jane Hobson/Sadler’s Wells
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