Coronavirus

Coronavirus, regole e consigli per chi vive con un animale domestico

La diffusione del nuovo coronavirus sta comportando una serie di disagi anche per i nostri amici a quattro zampe. Ecco una guida completa per orientarsi fra le regole da seguire, anche per evitare l’ulteriore aumento degli abbandoni.

L’emergenza coronavirus ha aggredito anche il mondo animale e i primi a risentirne sono proprio gli amici a quattro zampe che vivono con noi. Nuove regole e diverse direttive, quindi, anche solo per portare il cane a passeggio, e norme differenti da seguire se il cucciolo deve andare dal veterinario, vaccinarsi o compiere altre azioni che fino a poco tempo fa risultavano normali.

Gaia animali & ambiente, associazione in prima linea nella difesa dei diritti animali, ha redatto a questo proposito un interessante e completo vademecum che contiene tutte le istruzioni del caso, con il valido apporto di  Gaia lex (il centro di azione giuridica dell’associazione) e degli avvocati Manuela Giacomini, Erika Del Bianco, Simona Santoni e Francesca Bettocchi. Il vademecum prende in esame tutti gli ultimi decreti della presidenza del Consiglio e del ministero della Salute in materia di coronavirus e presenta in modo sintetico e divulgativo tutto quello che c’è da sapere in merito.

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coronavirus e animali
Il coronavirus e la sua diffusione hanno cambiato le regole di vita per gli animali di casa © Pixabay

Coronavirus, l’impegno di Gaia per i nostri amici a quattro zampe

L’emergenza coronavirus ha generato anche una serie di problematiche per chi vive con un animale da compagnia o per chi si prende cura delle colonie di felini randagi che popolano le nostre aree metropolitane. “È un momento difficile per tutti ma, per non farlo diventare ancora più pericoloso per i più deboli, è importante intervenire con tempestività. Le diverse delegazioni locali di Gaia animali & ambiente si stanno impegnando duramente, sia per proseguire ad accudire i gatti delle colonie feline sia per aiutare – in questo periodo così particolare – tutti coloro che hanno in casa un animale”, spiega Edgar Meyer, presidente di Gaia animali & ambiente.

Da segnalare in merito l’iniziativa della delegazione di Gaia di Opera e Locate, in provincia di Milano, una delle città più colpite dall’emergenza del virus: Emanuela Pagliara, referente della delegazione dell’associazione, e alcuni volontari si rendono disponibili per necessità legate al reperimento di alimenti e/o di medicinali per gli amici a quattro zampe in questo circondario.

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Le diverse delegazioni locali di Gaia animali & ambiente si stanno impegnando duramente, sia per proseguire ad accudire i gatti delle colonie feline sia per aiutare – in questo periodo così particolare – tutti coloro che hanno in casa un animale © Alexis Chloe/Unsplash

Necessario informarsi, e promuovere le adozioni

Ma quali sono, nell’immediato, i problemi più grandi che si stanno affacciando all’orizzonte animalista in questo delicato momento? “Comuni, regioni e stato devono proseguire nelle campagne di informazione e continuare a spiegare che gli animali domestici non solo non rappresentano minimamente un pericolo, ma sono degli impareggiabili riparatori”, risponde Meyer. “Ad alcuni comuni abbiamo inviato il nostro vademecum da utilizzare e diffondere. Proprio perché gli animali che vivono con noi rappresentano dei ‘riparatori di anime’, i comuni, finita l’emergenza, dovranno moltiplicare gli sforzi nelle campagne di adozione di cani e gatti dei rifugi comunali. Ne trarranno beneficio gli animali, le casse comunali e tante persone sia psicologicamente che fisicamente”.

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Avere un cane o un gatto in casa, infatti, non può che arrecare sollievo psicologico in momenti di stress collettivo come l’attuale. Senza contare che anche la semplice passeggiata quotidiana con il proprio cane può servire ad aiutare l’organismo a stare meglio e a mantenersi sano. “L’esercizio fisico, seppure limitato all’uscita con il proprio cane, può rinforzare le difese immunitarie e contribuire alla salute dell’apparato cardiocircolatorio. E in epoca di emergenza coronavirus niente è più importante del benessere di bronchi e polmoni per fronteggiare la malattia”, spiega la dottoressa Renata Daniele, pneumologa e cardiologa.

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A volte una bella passeggiata può servire per eliminare e prevenire lo stress di cane e padrone © Pixabay

Le nuove regole per chi vive con un animale da compagnia

“Chi possiede un cane può certamente portarlo fuori per fargli espletare i propri bisogni, tuttavia è assolutamente necessario restare nel proprio comune di appartenenza e limitare la passeggiata in zone limitrofe alla propria abitazione –delucida Meyer –. Se ci si reca al parco, è bene mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro dalle altre persone. Ricordo poi che gli assembramenti sono vietati in qualsiasi caso”.

Per quanto riguarda i volontari dei canili o dei gattili e le persone che si occupano delle colonie feline, anche in questo caso, considerate le necessità degli animali che devono ricevere cure giornaliere e costanti, è possibile continuare a prestare la propria opera di volontariato. È comunque indispensabile munirsi di autocertificazione, indicando tra le motivazioni a giustificazione del proprio spostamento una “situazione di necessità” e specificando che ci si sta recando presso un canile, gattile, una colonia oppure un Centro recupero animali selvatici.

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“Dopo l’emergenza coronavirus sarà necessario intraprendere nuove campagne di sensibilizzazione per le adozioni di cani e gatti”: lo sostiene Edgar Meyer, presidente di Gaia © Edgar Meyer

Il problema degli abbandoni

L’emergenza coronavirus può portare a un aumento degli abbandoni e quindi del randagismo nel nostro paese. Da una ricerca di Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente) emerge un dato sconfortante. Nei cento canili monitorati dall’associazione, dal 20 febbraio all’8 marzo 2020 sono entrati quasi duemila cani in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con una media di oltre cento cani al giorno. In quasi tutti i casi chi ha portato gli animali al canile ha sostenuto di non poterli più gestire a causa del coronavirus o comunque per motivi di malattia non dei cani, ma dei proprietari.

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Il dato complessivo sull’abbandono è incrementato di circa 30 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, passando da settemila a circa novemila nuove entrate in canile in venti giorni. Un dato decisamente allarmante se il trend della situazione dovesse rimanere inalterato. “A preoccupare fortemente è la stasi quasi totale delle adozioni. Quelle nei rifugi si sono praticamente azzerate in tutta Italia”, avverte Meyer. Tutto questo è avvenuto in seguito al divieto di muoversi dal proprio domicilio, in ottemperanza delle disposizioni ministeriali per il contenimento dell’epidemia.

“Al termine del problema sarà perciò necessario mettere in campo potenti campagne di sensibilizzazione all’adozione per poter aiutare i cani e gli altri animali dopo questo periodo”, conclude l’esperto. È auspicabile, comunque, che l’emergenza di questi giorni aiuti tutti ad acquistare maggiore consapevolezza che l’ambiente che ci circonda e gli animali sono fondamentali per la nostra stessa sopravvivenza. E che il controllo della pandemia aiuti gli stati a stabilire nuove e più efficaci norme di tutela ambientale dell’ecosistema.

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