Coronavirus

Cortona on the move: la fotografia racconta il mondo sconvolto dalla pandemia

Il festival di fotografia di Cortona non si ferma e parte con un’edizione speciale l’11 luglio. Un’occasione per riflettere grazie all’arte.

Ora si definisce un festival di visual narrative, ma Cortona on the move non sembra essere cambiato. 10 anni di ottime mostre fotografiche che raccontano il mondo e i suoi cambiamenti. Mai come quest’anno, sconvolgenti. Il coronavirus sarà infatti il tema, filo conduttore di tutte le 21 esposizioni in giro per la splendida cittadina toscana. Dall’11 luglio fino a fine settembre e, forse, oltre.

Dieci anni di Cortona on the move: l’edizione speciale dedicata al covid-19

Un’ottima notizia per l’arte e la cultura del paese: Cortona on the move è uno dei pochi festival in Italia che non si è fatto fermare dall’emergenza sanitaria. Il borgo toscano di Cortona infatti, anche in questo difficile 2020, ospiterà dall’11 luglio (sino al 24 settembre con la possibilità di prolungare l’apertura a ottobre) 21 mostre di fotografia a Palazzo Capannelli, in esterna nel centro storico e presso la Fortezza del Girifalco. Cominciamo da qui, dalla dichiarazione di essenzialità e priorità che questo linguaggio comunicativo ha nonostante – ma forse dovremmo dire soprattutto – un momento sociale tanto straordinario.

È importante infatti raccontare in modo diretto e immediato ciò che è successo e sta succedendo e forse la fotografia è uno dei metodi migliori per farlo. Questa decima edizione speciale parte proprio da qui: The covid-19 visual project si chiama infatti la piattaforma online nata dal team di Cortona On The Move, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, con l’obiettivo di creare un archivio e una memoria storica collettiva sulla pandemia. Al festival sarà esposta una selezione dei lavori che sono stati commissionati dall’organizzazione per formare l’archivio, insieme a immagini tratte dalle open call e dagli archivi dell’Esa – Agenzia Spaziale Europea.

Il sito è un lavoro meticoloso, ben strutturato e di grande impatto: il consiglio è di visitarlo e di soffermarsi su tutti gli aspetti che questo virus ha provocato nella società, a più livelli. Nel capitolo “La rivincita della natura” per esempio possiamo andare oltre il nostro territorio e visualizzare cosa è accaduto alla natura di luoghi per noi remoti, allontanandoci da un’analisi autoreferenziale, molto spesso troppo legata a ciò che è vicino a noi. Perchè la pandemia, come tale, è mondiale e le ripercussioni sono legate a stretto filo tra di loro.

Cortona on the move
Nel tendone dell’associazione benefica russo-ortodossa Miloserdi, che ogni giorno sfama i senzatetto. A causa delle nuove norme igieniche solo poche persone alla volta vengono fatte entrare nella tenda. Moltissime devono aspettare fuori fino al loro turno. Mosca, Russia. Maggio 2020 © Nanna Heitmann/Magnum Photos

21 mostre in un solo splendido borgo

Vi accorgerete di come è piacevole e rilassante vagare in un borgo e avere la possibilità di godere, non solo delle bellezze artistiche e architettoniche del luogo, ma anche di esposizioni fotografiche di pregio. Tutto concentrato in pochissimi chilometri. Davvero una bella esperienza quella di Cortona on the move, da non perdere per chi vuole unire l’amore per i piccoli deliziosi centri toscani, e il lingaggio fotografico moderno.La scelta, anche quest’estate è vasta: 21 mostre anche se con un unico tema predominante che non ne limita però la varietà, ve ne accorgerete.


Qui trovate la pagina fondamentale del sito dove sono descritte tutte le mostre, indicate le sedi espositive, segnalate le mappe per raggiungerle.
A Cortona espongono sia artisti stranieri che italiani e a noi incuriosiscono soprattutto gli scatti di Nanna Heitmann che ci porta a Mosca, non nella Russia patinata ma in quella cupa e misera di chi non ce la fa e si mette in fila per i bisogni primari. E ancora le fotografie di Luis Cobelo che ha scovato una prospettiva totalmente inedita per raccontarci la Barcellona in lockdown. E tra i nostrani, il lavoro quasi cinematrografico di Serena Vittorini, capace di parlare con delicatezza e grazia d’amore confinato in un momento così straordinario.

 

 

 

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