I musei italiani sono aperti, ripartiamo da arte e cultura

Con modalità e tempi differenti, i musei stanno aprendo di nuovo le porte a cittadini e turisti in tutta Italia. È il momento di goderne per dare impulso alla cultura e fare bene a noi stessi.

Abbiamo per mesi messo alle finestre bandiere tricolore e cantato dai balconi, ma esiste una manifestazione d’amore per il proprio paese migliore di quella di visitare i suoi luoghi d’arte per rendere omaggio alla sua bellezza ed eccellenza? Siti archeologici, gallerie e musei hanno preso tutte le necessarie misure igienico sanitarie per accogliere chi vuole visitare per la prima volta o riscoprire ciò che rende l’Italia il paese artisticamente più ricco al mondo. “La ricostruzione in Italia parte dalla cultura e dalla bellezza in cui siamo immersi. E ricordiamoci che le mascherine lasciano liberi gli occhi” ha scritto via Twitter il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini.

Colosseo Roma Italia
Il Colosseo, simbolo dell’intero paese © Ingimage

L’Italia riapre i suoi musei

È stata forse, la prima settimana di giugno, quella che ha registrato il maggior numero di riaperture dei musei italiani: il Colosseo, simbolo non solo di Roma ma del paese intero, è ora visitabile come anche i Musei Vaticani e le Scuderie del Quirinale dove è stata prorogata una epocale mostra dedicata a Raffello che celebra i 500 anni dalla nascita del genio rinascimentale. La capitale riprende così vita, anche grazie ai turisti (stranieri e locali) che dal 3 giugno possono visitare la città e i suoi rinomati luoghi d’arte – qui tutte le news sui musei civici in questa fase dell’emergenza.

Nonostante i problemi (soprattutto di natura economica che ne generano altri di matrice organizzativa), anche l’altra grande città museo italiana, Firenze, ha comunque aperto le porte degli Uffizi – seppur con orari ridotti – e di moltissimi suoi luoghi d’arte, con orari e modalità consultabili a questo link. Venezia, con l’inedita atmosfera tranquilla, ma forse un po’ irreale, perché privata della massa di visitatori che di solito la invade, aspetta il 13 giugno per i Musei civici; mentre al sud, uno dei luoghi più amati e noti, il Parco archeologico di Pompei, ha già permesso le visite da fine maggio. Forse facendo leva sulla minor diffusione del virus, anche in Sicilia si è riaperto già da qualche giorno il Parco della valle dei templi che fino al 7 giugno è anche a ingresso gratuito. Queste solo alcune delle meraviglie da poter visitare in quest’estate che si preannuncia di riscoperta dei gioielli del nostro paese. Il consiglio, ovunque intendiate andare, è di consultare con anticipo i siti ufficiali e le pagine Facebook (spesso ancor più aggiornate) per essere informati in tempo reale su orari e disposizioni organizzative. L’invito invece è di invadere, seppur seguendo le regole, ogni scrigno d’arte per contribuire a ridargli vita.

Come accedere nei luoghi d’arte

Le norme per visitare in sicurezza i musei sono più o meno le stesse in tutto il paese: l’utilizzo obbligatorio della mascherina, l’igienizzazione delle mani e la distanza fisica di almeno un metro da mantenere per tutta la permanenza nei luoghi chiusi. Ciò che è però importante è la prenotazione on line: ora è quasi sempre obbligatoria e permette di scaglionare le entrate e prevedere quanti visitatori potranno accedere. Qualcuno potrebbe considerare questa norma un fastidio in più, vi invitiamo invece a considerarla come una possibilità di godere delle opere d’arte con maggior tranquillità e, spesso, accompagnati da personale qualificato che può dare valore aggiunto all’esperienza. Un altro incentivo potrebbe essere l’iniziativa di tante sedi museali che in questo periodo hanno pensato a biglietti d’ingresso ridotti o addirittura gratuiti per spingere i cittadini a rifrequentare i luoghi d’arte. Le eccellenze d’arte e cultura italiane hanno bisogno di pubblico e di tutto ciò che i visitatori generano, dunque non vogliamo certo affermare che sia meglio goderne in solitudine, in musei semivuoti. Ma, forse, è bene riappropriarsi di ciò che rende unico il paese in una formula nuova, che permetta davvero di prendere coscienza di ciò che abbiamo di fronte a noi.

La mostra Raffaello 1520-1483 riapre ogg​i in quello che doveva essere il giorno di chiusura. A volte capita, ciò che è pensato come la fine è solo l'inizio. #RaffaelloInMostra

Pubblicato da Scuderie del Quirinale su Lunedì 1 giugno 2020

Due musei da visitare in Lombardia

Tra i musei che hanno riaperto ai turisti e che abbiamo visitato in questi giorni, ne segnaliamo due – molto diverse tra loro – in Lombardia, una delle regioni maggiormente colpite dal virus.

Il primo è il Museo di Santa Giulia, certamente il più rappresentativo della città di Brescia capace di stupire già dalla struttura: si tratta infatti di un complesso monastico di origine longobarda ora “trasformato” in un’area espositiva di circa 14mila metri quadrati. Ciò che lo rende unico è la possibilità, visitandolo, di attraversare diverse epoche e di comprendere così la storia di Brixia, l’antico nome della città. La basilica longobarda di San Salvatore e la sua cripta, l’oratorio romanico di Santa Maria in Solario, il Coro delle Monache, la cinquecentesca chiesa di Santa Giulia e i chiostri sono tappe di un viaggio che avrà simbolicamente la sua meta finale quando in autunno – presumibilmente in novembre – verrà restituita la Vittoria alata, il pezzo più significativo tra i materiali rinvenuti presso il Capitolium e uno dei pochi casi di statue in bronzo conservatesi, l’unico in Italia settentrionale. Un appuntamneto imperdibile. In questo periodo, a tutela della sicurezza e del distanziamento, l’accesso è organizzato per un massimo di 15 persone a visita, ciò permtte di godere al meglio di tutto il percorso museale.

A pochi passi da Santa Giulia, si trova anche la Pinacoteca Tosio Martinengo dove esposte troverete, tra le altre, opere di Raffaello, Foppa, Savoldo, Moretto, Romanino, Lotto, Ceruti, Hayez, Thorvaldsen, Pelagi, Canella e Canova. Per biglietti e modalità di accesso qui tutte le informazioni.

I musei italiani riaprono
Museo di Santa Giulia © Simona Denise Deiana

Nel capoluogo lombardo abbiamo poi rivisto con piacere il Museo Poldi Pezzoli che è stato tra i primi a riaprire a Milano non appena le normative lo hanno permesso e ha “invitato” i cittadini a visitarlo grazie a un biglietto a solo un euro per i primi 3000 accessi. È una casa museo nel centro città dove, in un’atmosfera d’altri tempi, coesistono in perfetta armonia dipinti di grandi maestri con arredi e oggetti di arte decorativa di straordinaria qualità. Tra le sale più suggestive ci sono sicuramente l’Armeria e quella dedicata agli ori. Mentre nella collezione dei dipinti la nostra preferita è La Madonna con il bambino e il piccolo San Giovanni Battista del Pinturicchio, dove il rosso accesso contrasta con il pallore delicato del volto della vergine.

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