Chi c’è dietro Anonymous, gli hacker che hanno dichiarato guerra all’Isis

Anonymous, il gruppo di hacker più famoso al mondo, temuto per i numerosi membri, gli attacchi informatici penetranti e la sua agenda politica imprevedibile, ha sfidato le realtà più disparate, dalla chiesa di Scientology, a Visa, il governo dello Zimbabwe e il Klu Klux Klan. Il suo ultimo obiettivo è l’Isis, l’organizzazione terroristica presumibilmente responsabile degli

Anonymous, il gruppo di hacker più famoso al mondo, temuto per i numerosi membri, gli attacchi informatici penetranti e la sua agenda politica imprevedibile, ha sfidato le realtà più disparate, dalla chiesa di Scientology, a Visa, il governo dello Zimbabwe e il Klu Klux Klan. Il suo ultimo obiettivo è l’Isis, l’organizzazione terroristica presumibilmente responsabile degli attacchi che hanno colpito Parigi nella notte del 13 novembre, dove 129 persone hanno perso la vita.

#OpIsis

Anonymous ha lanciato #OpIsis, conosciuto anche come #OpParis, quando a gennaio uomini armati hanno seminato il panico a Parigi uccidendo dodici membri dello staff del giornale satirico Charlie Hebdo. All’indomani dei recenti attacchi a Parigi, il gruppo di hacker ha pubblicato un video riconfermando il proprio impegno nella guerra dichiarata all’Isis.

Il 18 novembre Anonymous ha annunciato che avrebbe bloccato 5.500 profili collegati all’Isis sui social network. Ha inoltre pubblicato tre guide su come hackerare l’Isis e come scovare gli account associati all’organizzazione radicale islamica.

Cosa sappiamo: chi è Anonymous

Hacktivismo. Il gruppo “hacktivista” (attivista hacker) è apparso per la prima volta nel 2003 sul sito 4Chan, una bacheca online famosa tra gli hacker dove è possibile pubblicare in forma anonima immagini e commenti.

Anonymous si descrive come un gruppo di aggregazione su internet e lotta in nome della libertà di espressione e per la libertà di internet. Nel video intitolato What/Who is Anonymous, il gruppo dichiara: “Anonymous è un’idea, è una bandiera che raduna chi vuole giustizia e gli onesti nel mondo”.

Adepti. Anonymous non ha una leadership dichiarata, membri ufficiali o un’organizzazione centrale, ma coordina le proprie operazioni unendo un numero diverso di persone, che comunicano tra loro attraverso le chatroom. Dall’altro lato, però, il gruppo “può essere in alcuni momenti ben organizzato”, afferma uno dei più grandi esperti di Anonymous, Gabriella Coleman dell’università McGill di Montreal, in Canada. “In ogni preciso momento, ci sono piccoli team che lavorano dietro le quinte per guidare in maniera estremamente efficace grida di protesta spontanee e rabbia collettiva, per poi permettere una più ampia partecipazione nelle diverse operazioni”, spiega Coleman.

Guy Fawkes. La caratteristica distintiva dei membri o dei simpatizzanti di Anonymous è la maschera diventata famosa grazie a V per Vendetta, graphic novel degli anni ’80 diventata film nel 2005, che raffigura il volto stilizzato di Guy Fawkes, l’uomo che nel 1605 tentò di far esplodere il parlamento inglese. Anonymous ha organizzato la Million Mask March, una giornata di mobilitazioni globali contro l’establishemnt che si tiene ogni anno dal 2013, dove i partecipanti indossano le maschere di Guy Fawkes. Le manifestazioni sono organizzate in diverse città nel mondo il 5 novembre, data in cui si celebra il tentativo sovversivo di Guy Fawkes nel Regno Unito.

Chi è il suo bersaglio

Il progetto Chanology. La fama di Anonymous si è ampiamente affermata quando nel 2008 ha condotto attacchi informatici contro la chiesa Scientology, che aveva richiesto di rimuovere da YouTube un proprio video con Tom Cruise. Anonymous ha quindi rilasciato documenti sensibili di Scientology su reti peer-to-peer, una tecnica conosciuta come “doxing”, e ha bloccato alcuni siti della chiesa grazie a una serie di attacchi DoS (letteralmente, negazione del servizio) distribuiti che sovraccaricano il sito causandone il crash.

OpPayback. Il gruppo hacktivista ha avuto ancora più attenzione nel dicembre del 2010, quando ha condotto attacchi DoS distribuiti contro i siti di Visa e Mastercard, dopo che avevano bloccato le donazioni a Wikileaks, l’organizzazione giornalistica che pubblica informazioni ricevute da informatori e talpe. È stato riportato che più di 35mila persone hanno scaricato un’applicazione con il software Low Orbit Ion Cannon che permette di effettuare questo tipo di attacchi.

I governi. Sempre per vendicarsi contro chi osteggiava Wikileaks, nel dicembre del 2010 Anonymous ha reso inaccessibili diversi siti del governo dello Zimbabwe, dopo che la moglie del leader Robert Mugabe aveva denunciato un giornale per aver pubblicato un cablogramma di Wikileaks. All’inizio del 2011, gli hacker hanno condotto un simile attacco contro i siti dei governi di Egitto e Tunisia, in risposta al loro blocco di internet per dare un giro di vite sui manifestanti della Primavera Araba.

Per colpire il governo australiano nel febbraio del 2011 e quello iraniano nel maggio dello stesso anno, Anonymous ha annunciato che avrebbe coordinato un blocco dei siti israeliani a luglio del 2014 per protestare contro l’occupazione della Palestina da parte del paese.

Operazione KKK o Operazione Hoods Off (Giù i cappucci). Uno dei bersagli di Anonymous il Ku Klux Klan (Kkk), l’organizzazione di stampo razzista che propugna la superiorità della razza bianca che è ancora attiva negli Stati Uniti. Le identità e le informazioni (account di social network inclusi) di più di mille membri del Ku Klux Klan sono stati pubblicati sul sito anonimo di condivisione Pastebin, come era stato annunciato a novembre. Anonymous ha iniziato a prendere di mira l’organizzazione dopo che un gruppo affiliato aveva minacciato di esercitare “l’eliminazione fisica” di chiunque avrebbe protestato contro la morte di Michael Brown, l’adolescente di colore disarmato che fu ucciso da un poliziotto in servizio nella città di Ferguson, Missouri, nell’agosto del 2014.

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