Cuore e meditazione

Meditazione: basta la parola per evocare immagini esotiche e rarefatte di incensi, templi, mantra.

Meditazione: basta la parola per evocare immagini esotiche e
rarefatte di incensi, templi, mantra. E’ una parola
caratterizzata in senso religioso, buddhista o indù, o
new-age. In poche parole, non fa per noi. Ci dimentichiamo invece,
o forse non sappiamo, che la meditazione è un?arte antica
come il mondo e quanto mai umana.

Proviamo a sederci anche solo per cinque minuti senza far niente, e
vediamo quanto riusciamo a stare con il nostro respiro, ad
ascoltare, sentire, esplorare il respiro. In pochi minuti stiamo
già pensando a quella telefonata che non abbiamo fatto,
all?appuntamento della sera, o siamo travolti un pensiero ansioso o
da una vecchia tristezza. Ci siamo abituati a questa incessante
attività produttiva della mente e crediamo che sia giusto,
anzi doveroso, essere sempre occupati a pensare, a ?sentire?, a
fare o almeno a progettare qualcosa. E ci siamo dimenticati
dell?altra parte, quella che nelle tradizione filosofiche orientali
è ?il cuore? o la ?mente/cuore?.

Attenzione, non si tratta di una superficiale denigrazione della
nostra parte razionale. La nostra razionalità, la
capacità di indagare e comprendere, è una delle doti
più meravigliose della mente. Il problema è che
l?occidente ha dimenticato di avere ?cuore? oltre che
?razionalità?, come dice il Dalai Lama.

Cosa è, dunque, il cuore. Cuore è quella parte di
noi che ci fa dire la parola giusta a un amico nei guai. Cuore
è il sesto senso che ci avverte di un pericolo. Cuore
è l?intuizione che ci fa comprendere la soluzione a un
problema cui abbiamo tanto pensato, senza riuscire a venirne a
capo. Cuore è la parte silenziosa, paziente, spaziosa della
nostra mente, un tesoro che tutti abbiamo, ma che è stato
travolto dalla parte razionale, programmatrice, pratica. Abbiamo
solo bisogno di darle spazio, e vedremo che il nostro ?cuore?
è sempre stato lì.

Nella cultura occidentale questa parte intuitiva…

Nella cultura occidentale questa parte intuitiva, non razionale,
non giudicante della mente viene localizzata a livello del ?cuore?-
un po? a sinistra dello sterno. In realtà il cuore non si
trova esattamente lì, ma non importa. E allora, forse non
è un caso che in occidente le malattie cardiovascolari siano
la prima causa di morte: il nostro cuore ?dimenticato? cerca di
farsi sentire. O meglio: lo stress che deriva dal fatto di non
saperci mai fermare, di non essere capaci di accettare le persone e
la realtà per quello che sono, questo essere perennemente in
lotta con l?esistenza ha un prezzo alto. E? infatti noto da tempo
il ruolo che lo ?stress? gioca in malattie come la cardiopatia
ischemica, l?ipertensione arteriosa, e le malattie cardiovascolari
in genere, accanto ai tradizionali ?fattori di rischio? (fumo,
obesità, diabete, scarsa attività fisica..).

Sappiamo da esperimenti scientifici ormai vecchi di vent?anni
che tornare alla mente/cuore, sedersi a meditare, abbassa la
pressione del sangue, riduce la frequenza cardiaca e
l?attività nervosa detta ?simpatica? o adrenergica. La
parola adrenalina è familiare a tutti ed evoca stress,
ansia, agitazione, nervosismo: cose note a noi tutti.
Forse possiamo provare a sederci e a ritornare al nostro cuore.
Meditare non è solo per i buddhisti, gli alternativi e i
romantici. E? per tutti. Ne abbiamo un disperato bisogno.

Elena Salmoirago
Laureata in Medicina e Chirurgia, specializzata in
cardiologia. Pratica yoga e meditazione
Insegna meditazione
terapeutica
alla LifeGate Clinica
Olistica

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