Uno studio condotto in India ha osservato che sostituendo i fertilizzanti chimici con quelli organici, le verdure riacquistano i nutrienti persi in decenni di agricoltura intensiva.
In occasione del centenario dalla nascita dell’agricoltura biodinamica, si è tenuto il convegno organizzato da Demeter in collaborazione con Slow Food.
Non è da tutti i giorni celebrare un secolo di vita, specialmente quando si tratta di una metodologia agricola. Il mondo dell’agricoltura si evolve lentamente e spesso è difficile identificare un anno preciso per la nascita di un particolare approccio o tecnica. Tuttavia, Demeter, la certificazione pioniera dell’agricoltura biodinamica, ha una data di fondazione ben precisa: il 1924. Quest’anno, in occasione dei suoi 100 anni, è stata protagonista di Terra Madre 2024, l’evento di punta organizzato da Slow Food, svoltosi al Parco Dora di Torino.
Per l’occasione, Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, ci ha tenuto a sottolineare l’importanza di cambiare prospettiva nei confronti della Natura. “Non parliamo più di salvare la Natura”, ha detto Nappini, evidenziando come lo slogan di questa nuova edizione di Terra Madre, tenutasi tra il 26 e il 30 settembre 2024, sia proprio We Are Nature. “Al massimo sarà la Natura che salverà noi. Sempre che la tratteremo bene”. Non come stiamo facendo ora, insomma: per garantire un futuro sostenibile, è essenziale ripensare il nostro rapporto con il cibo e con l’ambiente. Ed è proprio qui che entra in gioco Demeter, main partner di Terra Madre 2024, con la sua lunga storia di innovazione agricola.
Fondata in Germania da un gruppo di agricoltori ispirati dal pensiero del teosofo Rudolf Steiner, Demeter rappresenta la prima certificazione al mondo per i prodotti coltivati secondo i principi dell’agricoltura biodinamica. Questi pionieri già 100 anni fa si accorsero dell’impatto ambientale provocato dall’uso della chimica nei processi agricoli: non solo la qualità del cibo ne risentiva, ma anche la fertilità dei terreni veniva compromessa. Grazie alle conferenze di Steiner e alla diffusione delle sue idee, si sviluppò un movimento che pose le basi per una produzione alimentare in armonia con la Natura.
Pietro Bevilacqua, storico dell’agricoltura, scrittore e saggista, ha spiegato davanti alla platea di Terra Madre come il lessico della biodinamica fosse già allora all’avanguardia, anticipando concetti oggi comuni come l’economia circolare. “Nell’agricoltura biodinamica, il concetto di circolarità si traduce nel riportare alla terra tutto ciò che le viene sottratto durante la coltivazione. Non solo attraverso l’uso del letame, ma anche grazie a preparati naturali come l’inoculo di valeriana o ortica, per rigenerare il suolo”. Si tratta, dunque, di tecniche che non impoveriscono il terreno ma lo rigenerano, permettendo una produzione agricola che non sfrutta, ma rispetta la Natura. Bevilacqua ha definito questo approccio come un’economia della cura, che contrasta il modello di sfruttamento intensivo della terra e rappresenta una speranza per le generazioni future.
Uno degli aspetti più discussi è il legame tra agricoltura biodinamica e scienza. In risposta agli scettici, Sergio Maria Francardo, medico antroposofo (l’antroposofia è la disciplina basata sugli insegnamenti di Rudolf Steiner), ha chiarito che ci sono numerosi studi che attestano i benefici dell’alimentazione biodinamica sulla salute. “È stato dimostrato che un’alimentazione basata su prodotti biodinamici riduce l’incidenza di allergie e malattie croniche. La qualità di questi alimenti ha un impatto significativo sulla salute, un effetto che stiamo solo cominciando a comprendere a fondo”. Secondo Francardo, il cibo biodinamico stimola il metabolismo e rafforza il sistema immunitario, offrendo una protezione all’organismo.
L’eredità di Demeter, però, va oltre la semplice pratica agricola: rappresenta un vero e proprio movimento culturale. In questi 100 anni, la biodinamica si è impegnata a dimostrare che è possibile coltivare in modo sostenibile, producendo cibo che nutre non solo il corpo, ma anche la Terra. Il convegno ha rappresentato quindi un momento di celebrazione che ha rafforzato il legame tra Demeter e Slow Food: “Abbiamo scelto di festeggiare i 100 anni di Demeter a Terra Madre perché condividiamo con Slow Food gli stessi valori di rispetto per la terra e attenzione alla qualità del cibo. L’agricoltura biodinamica rappresenta una delle risposte più concrete e allo stesso tempo ambiziose alle sfide del nostro presente”, ha concluso Enrico Amico, il presidente di Demeter Italia.
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