Cambiamenti climatici, la battaglia che si combatte per strada

I disastri ambientali dovuti ai cambiamenti climatici non danneggeranno più i nuclei urbani. Dall’Università di Denver la soluzione concreta per rendere resilienti le città del nostro pianeta.

La pioggia torrenziale e l’inondazione del Colorado nel 2013, l’ondata di calore e gli incendi in Russia e in Brasile nel 2010 e nello stesso anno la siccità in Somalia, le inondazioni del Pakistan e di alcuni stati dell’America settentrionale sono gli effetti più evidenti dei cambiamenti climatici. I risvolti disastrosi per gli insediamenti urbani dovuti ai disastri ambientali devono essere arginati. Una soluzione è quella proposta da Jimmy Kim, Wesley Marshall e Indrani Pal dell’Università di Denver, in Colorado.

 

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Investire nelle infrastrutture. Gli effetti dei disastri ambientali hanno costi enormi per la società, per questo investire nella progettazione di nuovi impianti e sistemi infrastrutturali come ponti, fognature, strade, reti elettriche sicure significa contenere i danni (e i costi) dovuti ai cambiamenti climatici. Nel 2012 l’uragano Sandy, la siccità del Midwest e le tempeste sono costati miliardi di dollari al governo statunitense, la seconda perdita economica più alta dal 1980.

 

Con l’idea di sviluppare una tecnologia più moderna e adatta a fronteggiare gli eventi climatici Jimmy Kim del dipartimento di Ingegneria e Scienze applicate presso l’University of Colorado di Denver e Wesley Marshall e Indrani Pal stanno lavorando su sistemi tecnologici innovativi per l’ingegneria civile simulando le cause dell’inondazione di Denver del 2013 e l’impatto che ha avuto sulle infrastrutture esistenti. Gli studi di Kim, Marshall e Pal dimostrano la necessità di aggiornare al tecnologia urbana, di modernizzare le infrastrutture che sostengono la città. In collaborazione con il dipartimento dei Trasporti del Colorado sono state mappate le strutture danneggiate dalle inondazioni e sono stati progettati degli interventi di consolidamento con materiali da costruzione ricchi di nanoparticelle polimeriche e fibre per aumentare la flessibilità delle strutture.

 

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I risultati ottenuti affermano l’importanza di progettare gli interventi sulle città in modo resiliente. L’esempio di Denver è solo uno tra i tanti studiati affrontando il tema della resilienza urbana in risposta ai disastri ambientali dovuti al clima che cambia. Nonostante questo, rimane la consapevolezza che ricorrere alla progettazione resiliente significa curare gli effetti di una malattia che deve essere combattuta con un atteggiamento più responsabile di tutti gli individui rispetto al riscaldamento globale.

 

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