Nell’opulenta Dubai, vip, influencer e ultra-ricchi fuggono in massa dalla guerra. Lasciando cani legati a lampioni e gatti in gabbie per strada.
Le guerre sono una catastrofe non solo per le popolazioni civili, per l’ambiente e per le economie (ad eccezione dei produttori di armi), ma anche per gli animali. Missile e bombe, infatti, non risparmiano nessuno. Si tratta, spesso, di una strage silenziosa, che i mezzi d’informazione non trattano, anche per via della necessità di seguire l’andamento dei conflitti e i bilanci delle vittime umane. Nel caso del conflitto in Medio Oriente, però, c’è un fenomeno ulteriore, nuovo e triste che si sta manifestando: l’abbandono di numerosissimi animali da compagnia da parte di persone precipitosamente in fuga dai paesi del Golfo.
Dubai, una città invasa da milionari attratti dall’opulenza e dal fisco vantaggioso
Come noto, infatti, da quando Israele e Stati Uniti hanno attaccato l’Iran, la Repubblica Islamica ha risposto non soltanto colpendo la nazione ebraica ma anche stati come Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti o Bahrein, che ospitano basi militari americane e che con il governo di Washington hanno stretti legami economici. Ciò ha comportato un’ondata di rimpatri di numerosi cittadini stranieri, presenti nella zona, in particolare dell’opulenta Dubai.
Si tratta soprattutto di vip, influencer e persone particolarmente abbienti, che in molti casi hanno deciso di spostarsi in Medio Oriente attratti dalla garanzia di uno stile di vita particolarmente agiato e da un regime fiscale estremamente vantaggioso. Con la guerra in corso, decine di migliaia di loro hanno tentato di imbarcarsi sui sempre più rari voli in partenza dagli aeroporti locali. E numerosi mezzi d’informazione hanno notato come si sia stati attenti a non dimenticare gioielli, orologi e altri beni di valore, mentre molto meno interesse sia stato dedicato agli animali da compagnia.
Le associazioni e i rifugi per animali: “Siamo sommersi”
L’australiano News..com.au riferisce a esempio delle numerose informazioni che ricolano sui social network in proposito: una di queste mostra una gabbia abbandonata davanti a una casa a Dubai, con dentro una gatta e suoi cinque gattini. Sopra, un messaggio del proprietario: “Quattro micetti e la sua mamma sono dentro la scatola. Torno nel mio paese per via della situazione. Ho provato a chiamare ma inutilmente, ho trovato quindi il vostro indirizzo. Mi spiace di averli lasciati davanti al cancello”.
Le associazioni locali che si occupano di animali riferiscono di una moltiplicazione dei casi, e di essere “sommersi dalle chiamate per cagnolini abbandonati da proprietari che sono tornati nei loro paesi di origine”, come riferisce il rifugio K9 Friend.
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L’associazione Six Hounds ha lanciato un appello: “Siamo sovraccarichi, con poche risorse finanziarie e poco personale. Se qualcuno può aiutarci, ci invii un messaggio”.
Riferiti casi agghiaccianti: “Alcuni proprietari chiedono di abbattere gli animali”
Il giornale australiano sottolinea come abbandonare animali domestici a Dubai sia illegale secondo la legge degli Emirati Arabi Uniti: un reato punibile con la reclusione o con multe che vanno da 10mila a 200mila dirham, a seconda della gravità e del pericolo rappresentato dagli animali in questione. Se si tratta di gatti, è facile immaginare che la pena, ammesso che si riescano a rintracciare i proprietari, sia minima: parliamo di circa 2.375 euro. Spiccioli per molte delle persone che scelgono di vivere a Dubai.
Il settimanale India Today riferisce addirittura di casi estremi e agghiaccianti: “Alcuni proprietari, di fronte a costose procedure burocratiche necessarie per imbarcare gli animali, avrebbero chiesto a delle cliniche private di abbatterli, benché fossero in buona salute”. Anche alcuni veterinari riferiscono di domande simili.
“Non ci sono scuse, Dubai è una città ricchissima”
Le due testate parlano poi di cani abbandonati legati ai lampioni nelle strade della città, “senza cibo né acqua”, altri che vagano sull’asfalto sotto al sole cocente (a Dubai si sfiorano già i 30 gradi all’ombra). Il settimanale francese Courrier International cita Louise Hastie, direttrice dell’organizzazione War Paws, secondo la quale, per quanto si possa immaginare che qualcuno possa essere stato colto dal panico, “non ci sono davvero scuse per questi comportamenti. Dubai è una città ricchissima”. I mezzi per salvare quelle povere bestie, di certo non mancavano.
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