Earth Day: pachamama sounds good

Earth Day di Massimo [email protected]

L’Earth Day in Italia ha scelto Roma, Nat Geo Music e LifeGate
Radio come suoi partner. Nella suggestiva cornice del Campidoglio,
cuore della Città Eterna e simbolo di pace, l’uomo ha
proposto un dialogo con la Terra. E lo ha fatto a suon di musica,
con un concerto memorabile che ha visto succedersi sul palco big
della scena world come Cesaria Evora e giovani astri nascenti come
l’italo-somala Saba.

Zampanò
“Zompa la rondinellaaa quanto ti voglio amaaar…”
L’inconfondibile voce di Vinicio Capossela apre il soundcheck con
una canzone tradizionale. Una signora, spettatrice di passaggio,
dietro le transenne canta e balla come fosse in un paese. Vinicio
è sul palco insieme alla sua band istrionica, tra memorie
felliniane e cappellai matti.
Cade qualche goccia: il Cielo si accanirà contro la Terra
nella serata a lei dedicata? Zampanò non curante prova il
suo farfisa e la chitarra wood dobro National del 1930: si sa
l’artista è affascinato dagli strumenti vintage. O forse
sono loro a essere attratti da lui.

Supertaranta
Aprono i salentini Nidi d’Arac,
che hanno da poco pubblicato il nuovo album Salento Senza Tempo.
Tradizione ed elettronica si fondono nella loro taranta, degna di
essere sottolineata nei testi del sociologo francese Lapassade.
Piazza del Campidoglio è colma e piazza Venezia è
bloccata dal flusso di persone.

La Regina
Dopo le performance di Saba e Sud Sound System, Cesaria Evora,
“regina” della morna capoverdiana, giunge sul palco. Non parla al
pubblico, ma canta il suo sangue, con tutta l’energia dell’Africa e
la delicatezza del fado. La sua voce è una poesia: “Africa
Nossa” arriva dritta all’anima, facendola ballare prima del
corpo.

Il Ballo della Rondinella
È giunto il momento di Capossela. Tra i suoi classici regala
un pezzo nuovo all’Earth Day, “La Faccia della Terra”. Arrivati a
“Il Ballo di San Vito” sembra si muova persino il Marco Aurelio. Ma
la mezza è ormai passata e le autorità poco prima
della conclusione del brano staccano la spina. Vinicio e i suoi non
se ne accorgono perché i monitor sul palco sono ancora
attivi. Continuano a suonare e a cantare e il pubblico con
loro.
Alla fine del Ballo qualche attimo di silenzio. Gli organizzatori
discutono con le autorità e viene concesso un extra. Vinicio
si congeda così, intonando le stesse parole che nel
pomeriggio erano riuscite a scacciar via la pioggia: “…zompa
la rondinellaaa quanto ti voglio amaaar…”

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