L'azione giusta per il Pianeta

Che ruolo per LifeGate nel decennio per il clima nelle parole di Enea Roveda

La sostenibilità ambientale e sociale rappresenta un autentico stile di vita per Enea Roveda di LifeGate. Quest’anno, dopo 20 anni, è giunto il momento di alzare l’asticella.

“Per noi, la sostenibilità ambientale e sociale rappresenta un autentico stile di vita, definisce il nostro modo di stare nel mondo, incentrato sulla civiltà della consapevolezza e sulla concretezza del fare. Operiamo per essere i catalizzatori del cambiamento sociale, per risvegliare e alimentare una nuova coscienza ecologica, per ispirare e diffondere nuovi modelli di business e nuovi modelli di consumo”. Queste parole sono di Enea Roveda, amministratore delegato di LifeGate, con cui abbiamo deciso di fare due chiacchiere “in casa” per mettere un punto, per tirare una linea dopo i primi vent’anni di storia del gruppo.

Vent’anni celebrati lo scorso 28 aprile, in un momento storico difficile e che sicuramente ha segnato uno spartiacque tra ciò che c’è stato e ciò che ci sarà. Tra il significato, ma soprattutto il percepito, della parola sostenibilità prima e dopo la pandemia. E con un obiettivo preciso: guardare ai prossimi vent’anni con ancora più entusiasmo per passare dall’essere una community italiana di 5 milioni di persone appassionate e impegnate per la tutela del Pianeta a diventare una rete globale d’informazione fatta dalle persone, per le persone.

Un crowdfunding alle porte

“Con oltre 15 milioni di euro di fatturato aggregato, 88 soci ed un team composto da più di 50 persone con un’età media sotto i 40 anni, per oltre il 70 per cento composto da donne, siamo una tra le prime società benefit in Italia – racconta Roveda – e abbiamo deciso, in occasione dei nostri 20 anni, di intraprendere un percorso per diventare una ‘public company’ attiva sul fronte della sostenibilità. Per farlo, a breve lanceremo un crowdfunding. Un modo per aprire l’azienda a chiunque voglia partecipare in prima persona a questo progetto”.

Nel 2000 parlare di sostenibilità non aveva lo stesso impatto che ha ora. “L’esperienza della mia famiglia è iniziata negli anni Ottanta con Fattoria Scaldasole, la prima azienda italiana a entrare nella grande distribuzione con un prodotto biologico. Lo sguardo pionieristico di allora è lo stesso che ha portato alla nascita di LifeGate con l’obiettivo di promuovere un modello di sviluppo sostenibile”, ricorda Roveda.

Enea Roveda, lifegate
Enea Roveda, amministratore delegato di LifeGate

Un manifesto per guardare al futuro

Oggi quell’obiettivo, trasformato in un manifesto, sta diventando realtà: il governo italiano è alle prese – per la prima volta in modo compatto – con progetti sostenibili volti a una ripartenza sana, grazie ai finanziamenti messi a disposizione dall’Unione europea con il recovery fund. E con una Europa, guidata dalla presidente Ursula von der Layen, che ha fatto della sostenibilità la sua mission per i prossimi cinque anni grazie al green deal. Senza dimenticarci delle Nazioni Unite che hanno aperto la strada nel 2015 con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdgs).

Cosa abbiamo fatto fin qui

E LifeGate, in Italia, ha aperto la strada. Negli anni il gruppo ha lavorato con oltre 5.000 imprese supportandole con attività di consulenza strategica e dando vita a progetti concreti contro la crisi climatica. Impatto Zero® è stato il primo progetto al mondo a concretizzare gli intenti del protocollo di Kyoto – oggi inserito all’interno della cornice dell’Accordo di Parigi, firmato dall’intera comunità internazionale nel 2015. Con Impatto Zero® sono state compensate le emissioni di CO₂ di 400 milioni di prodotti attraverso la riforestazione di 70 milioni di metri quadrati di territori in Italia e nel mondo, dalla Costa Rica al Madagascar.

E poi a seguire sono nate iniziative come Foreste in Piedi, per la tutela di 560 ettari di foresta in Amazzonia. Sempre per ridurre le emissioni di CO2 e fermare il riscaldamento globale, nel 2005 è nata LifeGate Energy, operatore di energia pulita, rinnovabile, italiana e a Impatto Zero®, che negli anni ha fornito 900 GWh di elettricità a privati e aziende. E poi LifeGate PlasticLess®, il progetto nato l’8 giugno 2018, in occasione della Giornata internazionale degli oceani, per combattere il problema dell’inquinamento da plastica nei mari che, in soli due anni, ha permesso di raccogliere 25mila chilogrammi di rifiuti plastici in Italia e in Europa. Infine, last but not least, Bee my Future, l’iniziativa volta a tutelare la biodiversità e le api, tra gli insetti impollinatori più importanti e allo stesso tempo più minacciati dai pesticidi. Finora oltre 5 milioni di api sono state adottate.

Nell’anno che ha aperto il decennio per il clima, il decennio delle soluzioni, LifeGate non si ferma e alza l’asticella, per pensare in grande. Non ci resta che aspettare per conoscere quali saranno i prossimi progetti.

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