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Euro 2016. Gli stadi sono sostenibili, connessi e multidisciplinari

Sono il palcoscenico degli Europei di calcio in corso in Francia. Una panoramica ai nuovi stadi e a come influiscono sull’impatto dei grandi eventi sportivi.

Animati dalle partite degli Europei di calcio, Euro 2016, i grandi stadi di Francia sono sotto i riflettori di tutte le televisioni, nonché sotto lo scrutinio attento di chi si interroga sui consumi e l’impatto ambientale di queste grandi infrastrutture. Sempre più moderni ed evoluti, gli eco-stadi cercano di soddisfare nuovi parametri di sostenibilità, ridotto consumo di energia e risorse e integrazione nell’ambiente circostante. Tra i nuovi stadi costruiti secondo questi parametri ci sono quelli di Bordeaux, Lione, Marsiglia e Nizza, con un precursore illustre a Havre.

Non solo calcio e un’esperienza virtuale aumentata

Ma non è tutto. Oltre ad un’attenta pianificazione in termini di sostenibilità, i nuovi stadi tendono ad offrire allo spettatore un’esperienza aumentata grazie alla presenza nella struttura del collegamento wifi, all’offerta di contenuti addizionali relativi alla partita in programma e all’opportunità di ordinare cibo e bibite direttamente via smartphone senza così perdersi minuti preziosi di spettacolo.

Inoltre, visto l’elevato costo di realizzazione e mantenimento delle strutture, la tendenza è quella di renderle multidisciplinari così che possano ospitare non solo partite di calcio ma anche altri sport, concerti o spettacoli.

Nizza: stadio Allianz Riviera

Apertura: 22 settembre 2013
36.180 posti a sedere
Architetti: Wilmotte & associati

Nizza, stadio Allianz Riviera © Allianz Riviera
Nizza, stadio Allianz Riviera © Allianz Riviera

Settemila metri quadrati di pannelli solari ricoprono il tetto dello stadio, garantendo una produzione di energia superiore a quella utilizzata dalla struttura. Nell’ambito del piano energetico della regione, lo stadio potrà contribuire con 1.500 megawatt’ora all’anno.

La carbon footprint dello stadio è stata ridotta grazie all’utilizzo di una copertura delle gradinate in legno e all’utilizzo di una membrana naturale per far filtrare la luce. Le acque piovane vengono recuperate e lo sfruttamento delle correnti d’aria dominanti nella piana favorisce una climatizzazione e ventilazione naturali della struttura

Questo stadio ha fatto della sostenibilità una chiave di sviluppo a 360 gradi, dal punto di vista non solo ambientale ma anche sociale ed economico, impegnandosi ad una politica di forniture che premia quelle società che garantiscono elevati standard in termini di inserimento sociale, gestione dell’acqua e dei rifiuti e innovazioni in materia di ambiente.

Bordeaux: stadio Matmut Atlantique

Apertura 30 aprile 2015
42.000 posti a sedere
Architetti: Herzog & de Meuron

Bordeaux, stadio Matmut Atlantique © Matmut Atlantique
Bordeaux, stadio Matmut Atlantique © Matmut Atlantique

Il Matmut Atlantique è inserito nella trama verde del quartiere Bordeaux Lac e la continuità con questa cornice è stata ricercata attraverso un ampio spazio verde di quattro ettari intorno allo stadio.

L’integrazione della struttura nell’ambiente urbano e una buona pianificazione urbanistica permette agli spettatori di utilizzare i mezzi pubblici e una pista ciclabile per raggiungere lo stadio e alleggerire così il traffico.

Gli architetti hanno studiato anche un modo per limitare i consumi grazie ad un buon isolamento termico dell’edificio e a un sistema di riscaldamento degli spazi interni che si bilancino tra una parte e l’altra. Il recupero delle acque piovane va ad alimentare l’irrigazione del manto erboso del campo, mentre 700 metri quadrati di pannelli solari, posti sulla copertura della tribuna nord, rendono lo stadio autosufficiente dal punto di vista energetico nei giorni di bassa attività, ovvero quando non vi sono grandi eventi in corso.

Per diminuire la carbon footprint, inoltre, la realizzazione di questo stadio ha sposato l’idea di filiera corta: il materiale di carpenteria utilizzato, 12 mila tonnellate di metallo, sono state interamente prodotte in Francia, e l’80% realizzato entro un raggio di 200 chilometri da Bordeaux.

Marsiglia: il nuovo stadio Velodromo

Rinnovato nel 2014
Posti a sedere 67.394
Architetti: SCAU, Didier Rogeon

Marsiglia, stadio Vélodrome © Architecte mandataire SCAU architectes.   Architecte associé Didier Rogeon. Photo Luc Boegly
Marsiglia, stadio Vélodrome © Luc Boegly/SCAU architectes, Didier Rogeon

Lo stadio è autosufficiente dal punto di vista dell’acqua e dell’energia. La combinazione di un sistema di recupero delle acque e di turbine a vento verticali contribuisce ad alimentare gli scarichi dei sanitari, l’innaffiamento del campo e le operazioni di pulizia. Inoltre, riducendo le acque di scarico, il sistema riduce la possibilità di allagamento.

Lo stadio è collegato ad un impianto di trattamento di acque reflue da cui trae il riscaldamento di cui ha bisogno per tutto l’anno: sistema unico in Francia, contribuisce a ridurre considerevolmente l’energia utilizzata. Un circuito di acqua calda (a temperatura costante di 15 gradi centigradi in inverno e 20 in estate) viene inviata dall’impianto di purificazione ad uno scambiatore di calore, raffreddandolo o riscaldandolo, in base alla necessità.

Questo sistema alimenta il riscaldamento di tutto il nuovo eco-distretto di Marsiglia, in cui si situa lo stadio, una zona a basso impatto ambientale improntata alla difesa della biodiversità, all’utilizzo di energie rinnovabili e di mobilità pulita.

Lione: Parque Olympique Lyonnais

Apertura 9 gennaio 2016
59.186 posti a sedere
Architetti: Populous

Lione, Parc Olympique Lyonnais © Populous
Lione, Parc Olympique Lyonnais © Populous

Per ridurre lo spreco alimentare, i panini non venduti nelle giornate di evento vengono recuperati e ridistribuiti in collaborazione con il Banco Alimentare della regione del Rodano e l’azienda alimentare Sodexho.

Dal punto di vista costruttivo, la copertura dello stadio, con una forma che rimanda alla selva circostante, è stata studiata per ridurre il ricorso alla climatizzazione: protegge quindi lo stadio dal forte sole estivo, riducendo in questo modo la necessità di raffreddamento, senza però intralciare i raggi bassi del sole invernale, che contribuiscono quindi a riscaldare la struttura quando ce n’è più bisogno. Sempre il tetto favorisce la raccolta delle acque per irrigare l’erba del campo ufficiale e dei campi pratica.

L’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti di questi ultimi, garantisce una fornitura di energia adeguata a tali strutture. Dal punto di vista costruttivo, il tetto è una struttura di acciaio superleggera coperta da una vela di tessuto, che si traduce a sua volta in fondamenta meno imponenti.

Il parcheggio dello stadio, nascosto sotto terra e da interventi di verde pubblico, ha un basso impatto paesaggistico e nelle giornate in cui lo stadio non è utilizzato, si trasforma in un parco a tutti gli effetti. La superficie permeabile ne limita l’impatto sull’ecosistema permettendo il drenaggio delle acque piovane.

Il cemento utilizzato per la costruzione è stato realizzato sfruttando scarti di materiale ottenuti durante lo sgombero dell’area, favorendo il riciclo e minimizzando la movimentazione e la conseguente carbon footprint. Secondo la stessa logica, i fornitori sono stati scelti tra le società locali.

Le Havre: Stade Océane

Apertura: 12 luglio 2012
25.000 posti a sedere
Architetti: SCAU, KSS Design

Le Havre, stade Océan © Architecte mandataire SCAU. Architecte associé KSS Design. Photo CODAH-Patrick Boulen
Le Havre, stade Océan © CODAH-Patrick Boulen/SCAU, KSS Design

Precursore degli stadi ad energia positiva è lo stadio Océane di Havre, inaugurato il 12 luglio 2012 con 1500 metri quadrati di pannelli fotovoltaici sul tetto, oltre ad un sistema di recupero delle acque piovane utilizzate per i sanitari, per l’irrigazione del manto erboso da gioco e per il sistema antincendio. Il sistema di riscaldamento è stato scelto per le sue buone performance energetiche, che hanno contribuito, insieme agli altri accorgimenti, a ridurre di un terzo il costo di esercizio della struttura.

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