Smart city

Giornata mondiale delle città, Londra è la più “smart”

Nella Giornata mondiale delle città, uno studio condotto da Easypark group rivela quali sono le più sostenibili e tecnologiche sul Pianeta.

  • Il 31 ottobre si celebra la Giornata mondiale delle città.
  • Uno studio condotto da Easypark group rivela quali sono le più “smart” a livello globale.
  • L’azienda, leader nel settore delle soluzioni digitali per la sosta e il parcheggio, ha stilato una classifica dei 150 centri urbani che meglio impiegano la tecnologia per essere più sostenibili e vivibili.
  • Al primo posto fra le aree metropolitane con più di tre milioni di abitanti c’è Londra; Milano è 37esima.

Il tema dell’edizione 2021 della Giornata mondiale delle città, che si celebra ogni anno il 31 ottobre, è “città migliore, vita migliore”. La sfida lanciata dalle Nazioni Unite, che istituirono la ricorrenza nel 2014, è quella di creare città più inclusive, capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici e alle conseguenze che ne derivano, come i fenomeni meteorologici estremi. L’undicesimo fra gli Obiettivi di sviluppo sostenibile riguarda proprio questo.

La tecnologia è sicuramente un’alleata nella ricerca di città più vivibili e vite migliori. Ci permette, inoltre, di mitigare l’impatto di una metropoli sull’ambiente – attraverso la riduzione degli sprechi di energia o di acqua, l’utilizzo di nuovi materiali e soluzioni per un’edilizia sostenibile, l’impiego di modelli di gestione dei rifiuti all’avanguardia –. Ci può fornire, infine, strategie utili a difendere i centri abitati dagli effetti del riscaldamento globale.

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Milano è fra le cinque città italiane in classifica © Pixabay

La classifica delle città “intelligenti”

Per questo Easypark group, azienda impegnata da tempo nell’innovazione in tema di mobilità, ha condotto uno studio per individuare le città che sono riuscite a sfruttare la tecnologia nel migliore dei modi e che, per questo, vengono definite smart city. Le 150 località selezionate sono state suddivise in tre classifiche da 50 posizioni ciascuna. La prima lista include le aree metropolitane con più di tre milioni di abitanti; la seconda riguarda quelle con una popolazione compresa fra 600mila e tre milioni di abitanti; l’ultima comprende i centri urbani da 50-600mila persone.

Ai primi posti delle tre classifiche ci sono, rispettivamente, Londra (Regno Unito), Copenaghen (Danimarca) e Lund (Svezia). Nella classifica guidata da Londra troviamo due città italiane: Milano in 37esima posizione, seguita da Roma in 40esima. Bologna chiude la classifica guidata da Copenaghen, mentre nell’elenco degli agglomerati più piccoli si trovano Pisa e Trento.

I criteri utilizzati da Easypark group

Easypark ha raccolto e analizzato dati provenienti da fonti come la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale, l’Economist e la rivista scientifica The lancet. Sono stati esaminati quattro parametri: la vita digitale, cioè l’adozione della tecnologia da parte della popolazione, della pubblica amministrazione e del sistema sanitario; la mobilità, valutando il trasporto pubblico, la gestione dei parcheggi e del traffico; l’infrastruttura tecnologica del settore privato, verificando per esempio la qualità della connettività internet; e la sostenibilità ambientale. Accanto alle tre classifiche principali sono state stilate alcune liste aggiuntive facenti specifico riferimento a questi quattro parametri. Rio de Janeiro in Brasile, per esempio, è arrivata prima per l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Milano in quel campo è 13esima.

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Rio de Janeiro © Agustin Diaz Gargiulo/Unsplash

Il ruolo dei centri urbani nella crisi climatica

“Mentre le aree metropolitane europee ottengono buoni risultati se si considerano tutte le categorie nel complesso, lo studio mostra che le città scandinave in particolare hanno tutte punteggi molto alti. È evidente che questi paesi sono all’avanguardia nell’adozione di nuove tecnologie”, ha commentato Johan Birgersson, amministratore delegato di Easypark group. “Sono molti i governi che stanno concentrando i loro sforzi per rispondere alla crisi climatica, ed è chiaro che molte soluzioni nascono prima nelle città più grandi per essere poi applicate al resto delle nazioni”.

È proprio questo il ruolo delle metropoli, considerando poi che stanno diventando sempre più popolate: guidare la lotta contro i cambiamenti climatici e fungere da apripista nella ricerca di strategie risolutive. Proprio con quest’idea è nata C40, una rete che connette quasi cento grandi città impegnate su questo fronte, fondata sulla consapevolezza che i sindaci possono raggiungere più obiettivi lavorando insieme piuttosto che da soli. In questa corsa chi arriva primo in classifica non sale sul podio: deve passare il testimone a chi viene dopo.

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