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Farmageddon. La campagna per il benessere animale negli allevamenti

Con questa campagna il Ciwf mira a far conoscere il vero costo degli allevamenti intensivi e della carne a basso costo.

Rivelare come viene prodotto il cibo che mangiamo, denunciando gli impatti che l’allevamento intensivo ha, non solo sugli animali, ma anche sul pianeta e sulle persone. Questo l’obiettivo della campagna Farmageddon, lanciata dal Ciwf International (Compassion in world farming).

 

L’allevamento intensivo non rappresenta solo una pratica negativa per gli animali, ma un sistema pericoloso, ingiusto e scorretto, le cui conseguenze spaziano dal cambiamento climatico alla perdita di biodiversità e di sicurezza alimentare”, ha spiegato Philip Lymberly, presidente dell’ong.

 

I numeri sono però allarmanti: sono più di 50 miliardi gli animali allevati intensivamente ogni anno, praticamente due su tre. Qui l’animale non viene considerato come tale, ma come merce da vendere per trarre maggior profitto possibile. Sono enormi inoltre le quantità di risorse utilizzate, dai mangimi a base di grano, all’acqua, ai medicinali.

 

“Il benessere animale consiste nell’assicurare lo stare bene del singolo animale dal punto di vista dell’animale stesso”, spiega Lymberly. “Include la salute dell’animale e comprende sia il suo stato psicologico che quello fisico”. Per questo sono indispensabili spazi adeguati e che consentano la libertà di comportamento dell’animale.

 

 

Holstein cows

Immagine via switchboard.nrdc.org

“Ciwf crede nell’importanza di instaurare collaborazioni positive con le aziende del settore alimentare, per stimolare la transizione verso una filiera produttiva che sia sempre più sostenibile ed etica”, conclude Lymberly. Per proteggere il pianeta e assicurare la sicurezza alimentare è necessario invertire la rotta anche negli allevamenti. Si tratta di una vera e propria “rivoluzione agricola e alimentare, per produrre cibo sano e alla portata di tutti”.

 

Come riportato dalla stessa organizzazione no profit, sono molti gli obiettivi raggiunti finora: “far riconoscere gli animali come esseri senzienti dall’Unione europea, far mettere al bando le gabbie di batteria convenzionali per le galline ovaiole, dei recinti individuali per i vitelli e delle gabbie di gestazione per le scrofe”.

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