Finiamola con l’insonnia

Contro l’insonnia ci aiuta l’escolzia, pianta papaveracea proveniente dalla California che può essere un ottimo aiuto anche contro i disturbi del sonno.

Il suo nome scientifico è Eschscholtzia californica Cham. ed è originaria del continente americano, in particolare delle zone della California e del Messico: la scoperta, avvenuta nei pressi di San Francisco nei primi anni del XIX secolo, è attribuita ad Adalberto Chamisso, che la dedicò al compagno di viaggio, J.F. Eschscholtz, botanico ed entomologo russo.

 

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La pianta, una papaveracea che può raggiungere i 40-50 cm, era già apprezzata dai nativi d’America, cha la utilizzavano sia a scopo alimentare che terapeutico, in particolare per curare le coliche intestinali e biliari e il mal di denti.

 

Oggi l’Escolzia è nota per le sue proprietà ipnoinducenti, analgesiche e anche bechiche (antitosse): tra i componenti principali infatti troviamo alcuni alcaloidi a nucleo isochinolinico, come la sanguinarina, che ha proprietà espettoranti e soprattutto la protopina, cui è attribuita l’azione sedativa della pianta.

 

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Per questo l’Escolzia, per lo più sotto forma di tintura madre, viene impiegata, da sola o in sinergia con altri fitoterapici, nei casi di insonnia lieve o modearata. La sua azione è quella di inibire parzialmente l’attività degli enzimi che degradano le endorfine, aumentando in tal modo l’azione biologica delle encefaline e della beta-endorfina, e agendo quindi da analgesico.

 

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Uno studio dal titolo “Double-blind, randomised, placebo-controlled study to evaluate the efficacy and safety of a fixed combination containing two plant extracts (Crataegus oxyacantha and Eschscholtzia californica) and magnesium in mild-to-moderate anxiety disorders”, risalente al 2004 e svolto su 264 soggetti ansiosi ha dimostrato l’efficacia di un preparato di Biancospino, Escolzia e Magnesio per il trattamento dell’ansia, mentre altri studi risalenti alla metà degli anni ’90 ne hanno dimostrato l’efficacia come sedativo.

 

L’uso della pianta è sconsigliato durante la gravidanza e l’allattamento.

 

 

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