Stanziati 290 milioni di fondi per le ciclovie turistiche e le periferie

La Legge di Bilancio 2017 stabilisce 290 milioni di euro per la riqualificazione delle periferie con fondi per le ciclovie turistiche, per costruire una rete ciclabile come nel resto dell’Europa.

Il 2017 potrebbe essere l’anno della svolta per la mobilità ciclabile in Italia grazie a un interesse progressivo delle istituzioni verso il mondo della bicicletta. Innanzitutto perché anche alcune regioni del Sud come Calabria e Campania si stanno muovendo per realizzare percorsi ciclabili e politiche bike friendly. In più Parlamento e Governo cominciano a strutturare fondi per politiche dedicate alla mobilità ciclabile e al cicloturismo.

bicicletta cicloturismo
Foto di Cole Burston/Toronto Star via Getty Images

Quanti fondi per le ciclovie turistiche nella Legge di Bilancio 2017

Con la Legge di Bilancio 2017 sono in arrivo 290 milioni di euro per la riqualificazione urbana e la mobilità sostenibile, con maggiore attenzione ai fondi per le ciclovie turistiche. Si punta alla realizzazione di ciclovie turistiche e altre azioni comprese nel Piano nazionale per le città. La Legge di Bilancio 2017  ha infatti deciso come ripartire i soldi disponibili, dedicando alcune voci di spesa suddivise negli anni: 13 milioni di euro per il 2017, 30 milioni di euro per il 2018 e 40 milioni di euro all’anno tra il 2019 e il 2024.

Stanziati anche 12 milioni circa (di cui nove per il 2016) per la sicurezza delle piste ciclabili, delle aree pedonali e per le ciclovie turistiche, indirizzate dal Ministero delle infrastrutture alle Regioni.

L’attenzione per la creazione di una rete di ciclovie turistiche è già arrivata nel 2016 con la Legge di Stabilità, dedicando 91 milioni di euro suddivisi in 17 milioni di euro per l’anno 2016 e 37 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018. Queste somme sono state accantonate per essere dedicate per la progettazione e la realizzazione di un sistema di piste ciclabili orientate al settore turistico, compresa la realizzazione di ciclostazioni, senza dimenticare la sicurezza dei percorsi cittadini per le biciclette.

Ora non resta che aspettare che i lavori partano e riescano a ridurre velocemente il gap che l’Italia ha accumulato rispetto alla maggior parte dei Paesi europei in tema di rete ciclabile e cicloturismo.

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