Lo storico traguardo raggiunto dai fondi sostenibili europei

A inizio anno i flussi netti dei fondi indicizzati sostenibili nel mercato Etf europeo hanno superato i 25 miliardi di euro. La ricerca di Morningstar.

Nel primo trimestre del 2021 i flussi netti dei fondi europei indicizzati sostenibili, gli Etf Esg, hanno raggiunto il traguardo storico di 25,8 miliardi di euro. L’industria europea vi ha destinato infatti il 54 per cento del totale. In termini di asset, il patrimonio è aumentato da 87 a 117,9 miliardi di euro, il che equivale a una quota del 10,2% sul totale degli Etf esistenti nell’Unione europea.

investimenti sostenibili
Investimenti negli Etf sostenibili europei nel primo trimestre 2021 © Morningstar Direct

Cosa sono gli Etf

La definizione degli exchange traded funds (Etf) indica che essi sono quei “fondi con basse commissioni di gestione negoziati in Borsa come le normali azioni”. In estrema sintesi, hanno come “obiettivo quello di replicare fedelmente l’andamento, e quindi il rendimento, di indici azionari, obbligazionari o di materie prime”. Ciò al fine di “diluire” i rischi per gli investitori. Inoltre, sono fondi passivi: non prevedono la selezione dei titoli poiché le azioni sono scelte in modo direttamente proporzionale agli indici che i fondi vogliono replicare.

Il picco dei fondi sostenibili

Il record registrato a inizio anno, rispetto ai 21,3 miliardi di euro degli ultimi quattro mesi del 2020, è riportato in una ricerca condotta dalla società indipendente Morningstar. “Negli ultimi due trimestri c’è stato un aumento significativo dei flussi nei prodotti socialmente responsabili e questo trend è destinato a proseguire, supportato da nuova moneta e dal passaggio da investimenti non sostenibili ai corrispettivi green”, spiega l’esperto Jose Garcia-Zarate.

L’inversione di tendenza è dovuta a “preferenze personali o pressioni normative”, aggiunge. Oltre che a un cambio culturale: “I fondi sostenibili stanno diventando la nuova normalità. Siamo all’inizio di questo viaggio”. È mutato anche l’atteggiamento nei confronti degli investimenti a tema: parlando di ambiente c’è stata una forte crescita dell’Etf iShares Global clean energy, attivo nelle energie rinnovabili, e dell’Invesco Elwood Global Blockchain, che investe nella tecnologia della blockchain (benché quest’ultima sia stata fortemente criticata proprio in quanto estremamente energivora e dunque nociva in termini di emissioni di CO2).

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Gli investimenti sostenibili che sono andati meglio e peggio per raccolta di fondi nel primo trimestre 2021 © Morningstar Direct

Paura per promesse false e greenwashing

“Prima di allora gli Esg erano visti come un lusso del mercato rialzista”, aggiunge Garcia-Zarate. La risposta è arrivata direttamente dagli Esg, prosegue, “che hanno ottenuto risultati molto migliori di quanto chiunque si aspettasse, me compreso. Hanno davvero superato la prova del tempo”.

I fondi sostenibili stanno diventando la nuova normalità.

Jose Garcia-Zarate, Morningstar

La sfida principale per questo tipo di fondi, conclude l’esperto, riguarda le promesse ambientali esagerate o false: il cosiddetto greenwashing. Per fare un esempio, si può citare la variante sostenibile dell’indice S&P 500, l’S&P 500 ESG. Esso comprende aziende come Apple, Microsoft, Amazon, Facebook e Alphabet. Il che riduce solo in parte l’impatto climatico dell’investimento. “Così si sta davvero migliorando la situazione in termini di emissioni di CO2?”, si chiede Garcia-Zarate.

Le differenze tra fondi sostenibili ed etici

Più in generale, il fatto che gli investimenti che rispondono a criteri Esg siano cresciuti rappresenta una buon a notizia? Certamente sì. A patto però di capire cosa si intende per investimenti “sostenibili”. Un documento redatto da Banca Etica, istituto di credito che da oltre vent’anni si occupa di promuovere un modello di sviluppo attento agli aspetti umani e sociali aiuta a fare luce sulle differenze tra fondi sostenibili ed etici. Troppo spesso, infatti, soggetti che non appaiono particolarmente attenti, ad esempio, al clima o ai diritti dei lavoratori, propongono prodotti sostenibili. Ciò pur di rispondere ad una domanda ormai crescente da parte della clientela.

Ma investire in un fondo, per quanto effettivamente green, proposto da una banca che è solita finanziare le fonti fossili può farci sentire a posto con la coscienza? Secondo Banca Etica la differenza è proprio questa: per essere davvero sostenibili occorre un approccio olistico. Basato su sette principi:

  1. l’approccio della finanza sostenibile è comunque quello di massimizzare il profitto, quello della finanza etica è di massimizzare il benessere per le persone e il pianeta anche grazie alle ricadute non economiche dell’agire economico;
  2. la finanza etica punta a non creare ripercussioni negative sull’economia reale e sulla collettività, ma anzi a favorire “l’accesso al credito e l’inclusione finanziaria dei soggetti più deboli”. Non si può dire necessariamente lo stesso per quella sostenibile;
  3. la finanza etica, a differenza di quella sostenibile, propone alla propria clientela prodotti basati su principi di equità;
  4. trasparenza, partecipazione dei soci e dei clienti, forbice massima tra le remunerazioni, sistemi di incentivo: sono alcuni dei fattori di cui solo la finanza etica tiene conto per produrre modelli organizzativi e di governance;
  5. nella valutazione dei progetti, che riguardino l’ambito energetico o meno, la finanza etica promuove l’analisi in contemporanea delle dimensioni ambientale, sociale e di governance e delle loro correlazioni, per evitare di tralasciare alcuni aspetti negativi;
  6. l’attività di formazione e informazione finanziaria è fortemente sostenuta dalla finanza etica. Ciò al fine di accendere i riflettori sull’importanza della regolamentazione e dei controlli, essenziali per individuare gli investimenti davvero rispettosi del Pianeta e dei suoi abitanti.
  7. un approccio etico stimola l’azionariato attivo, con l’obiettivo di produrre impatti positivi sulle pratiche di gestione e di governo in merito, ad esempio, ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, ai paradisi fiscali e ai cambiamenti climatici.

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