Onde telluriche. Animali, vegetali e geopatologie

Alcuni luoghi particolari, punti d’incrocio delle onde telluriche, su molti animali possono avere influenze negative, mentre su altri hanno un effetto addirittura rigenerante.

Quando gli antichi romani dovevano analizzare il luogo sul quale
fondare una nuova città, procedevano attraverso un sistema
empirico: recintavano tale luogo e all’interno mettevano un gregge
a pascolare. Dopo un anno, analizzavano il fegato delle pecore: se
era sano voleva dire che il luogo era salubre; se, per contro, era
ammalato, il sito non era ritenuto idoneo e ne cercavano un altro.
Era possibile anche non dover attendere un anno. Per suggerire il
cambiamento di località poteva bastare che le pecore
tentassero di allontanarsi (non potendolo fare si radunavano tutte
nel punto meno negativo).

Ancora oggi una simile pratica è riscontrabile presso i
popoli nomadi, che prima di accamparsi, osservano dove vanno a
riposare i cani e lì piantano le proprie tende. Questo
avviene perché istintivamente il cane fugge le zone
perturbate. Sarà pertanto inutile preparargli una comoda
cuccia, se la si pone in un punto geopatogeno: il cane non vi si
metterà mai. Se è obbligato ad usarla si
ammalerà.

Un comportamento simile è riscontrabile anche nelle api. Se
si mette un alveare all’incrocio di raggi tellurici, le api
diventano talmente agitate che producono una quantità tripla
di miele rispetto a quella abituale e, in autunno, sfinite,
sciamano via dagli alveari.

Anche per i vegetali si sono riscontrati effetti nocivi, tendenti
all’indebolimento della pianta e ad una maggiore
vulnerabilità alle malattie. Quando un albero presenta una
gran torsione del tronco, grosse protuberanze oppure quando tarda a
germogliare rispetto ai suoi simili che gli sono vicini, è
sicuramente stato piantato su un nodo energetico negativo.

Al contrario il gatto ha una predilezione per i punti in cui si
accumulano le onde telluriche. Questo animale sceglie sempre un
luogo che sia carico di queste. Forse perché la sua funzione
è quella di riconvertirle nell’ambiente, con un fenomeno
simile a quello delle foglie, che assorbono anidride carbonica
emettendo ossigeno. Anche formiche e le termiti prediligono i punti
molto carichi dei nodi d’incrocio.

Tracciando una linea ideale che unisca i nodi e utilizzando
l’interasse della griglia suggerito da Hartmann è possibile
determinare, di gran massima, i punti geopatogeni cioè i
punti di intersezione della griglia e, di conseguenza, evitarli. In
particolare, bisognerà evitare che su questi punti si
trovino i propri letti.

Naturalmente, questo ci dovrebbe far pensare che occorre un
rilevamento della rete e dei nodi: oggi è possibile trovare
molti esperti geobiologi che possono fare una lettura seria, ed
economicamente accettabile, dei locali della nostra casa. In un
piccolo paese della provincia di Lecce, Alessano, da alcuni anni
è stata offerta ai residenti la possibilità,
gratuita, di un rilevamento energetico della casa. Sebbene
all’inizio fossero molto titubanti, i cittadini hanno ora, quasi
tutti, fatto fare le rilevazioni ed hanno accettato i consigli dei
tecnici.

Gigi Capriolo

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