In Giappone il fotovoltaico galleggia sull’acqua

Un’area ricca di specchi d’acqua, con terreni e aree agricole da preservare. Ecco come hanno pensato di installare il fotovoltaico in questa città giapponese.

L’impianto è attivo già da qualche tempo. Si tratta di un sistema fotovoltaico da 1,18 MW di potenza, che galleggia sopra uno specchio d’acqua, nella città di Okegawa nella prefettura di Saitama. La tecnologia, chiamata Hydrelio, è sviluppata dalla francese Ciel e Terre e pensata per tutte quelle aree, industriali o agricole, dove non mancano grandi bacini d’acqua e dove i terreni mantengono il loro utilizzo primario.

 

I pannelli sono così montati sopra delle piattaforme galleggianti realizzate in polietilene (lo stesso materiale delle boe), che si uniscono tra di loro come dei mattoncini. Possono resistere a forti venti e ai cambiamenti di livello dell’acqua. Inoltre, secondo quando riporta la stessa azienda, grazie all’effetto di raffreddamento dell’acqua sui pannelli, il sistema produce più energia rispetto agli impianti a terra. L’acqua protegge i pannelli dal calore, aumentandone le prestazioni e la durata nel tempo, che si aggira sui 30 anni.

 

L’amministrazione cittadina si è così assicurata una fonte di reddito: affittando lo specchio d’acqua alla West Holding Group, azienda giapponese che ha realizzato fisicamente il progetto, e vendendo l’energia elettrica prodotta alla Tepco (operatore elettrico già noto per altre vicende).

 

Un sistema pensato per non incidere su grandi aree terrestri e soprattutto in zone ricche di specchi d’acqua, come dighe, bacini idrici, sistemi di irrigazione. Questo infatti non è l’unico esempio. Il primo che si è registrato è stato realizzato a Napa, California nello stagno di un’azienda vinicola. Un migliaio di pannelli in grado di produrre 4 MW di energia. A Singapore invece si sta testando un piccolo impianto per valutarne “l’impatto ambientale sulla qualità delle acque, sulla flora e la fauna e per quantificare gli benefici previsti”. La stessa azienda francese ha svariati progetti pilota nel sud della Francia, che alimenteranno migliaia di famiglie.

 

Un sistema che va a sommarsi a quelli a tetto, a terra, ad inseguimento e molti altri. E chiudere forse l’annosa questione legata ai grandi impianti a terra.

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