Malgrado i tagli di Donald Trump e un’eruzione vulcanica, l’osservatorio di Mauna Loa che dal 1958 monitora la CO2 nell’atmosfera non chiuderà.
Giovani provenienti da tutta Europa si sono riuniti in Germania per un nuovo sciopero per il clima. Obiettivo: protestare contro l’estrazione di carbone.
Sono arrivati da tutta Europa e sono migliaia i giovani che si sono riuniti nella mattina di venerdì 21 giugno ad Aquisgrana (Aachen), località della Germania situata al confine con Belgio e Paesi Bassi. Obiettivo: partecipare ad un nuovo sciopero per il clima.
Plusieurs milliers de #jeunes venus de toute l’Europe se sont donnés rendez-vous à Aix-la-Chapelle, en Allemagne, pour la nouvelle #grève mondiale pour le #climat, organisée ce vendredi https://t.co/H2WbDMjxT5
— Novethic (@Novethic) 20 giugno 2019
La ragione della scelta della cittadina è legata al fatto che proprio qui è presente una delle principali fonti di emissioni di CO2 d’Europa. Nei dintorni di Aquisgrana, infatti, sono presenti numerose miniere gestite dal colosso delle fonti fossili Rwe.
Si tratta di un’azione di “disobbedienza civile” che punta a sottolineare ancora una volta come continuare a sfruttare il carbone come fonte di produzione di energia rappresenti una politica del tutto incompatibile con gli obiettivi climatici indicati dall’Accordo di Parigi.
Dans une rare convergence, le jeune mouvement Fridays for Future attend de son côté 20.000 collégiens, lycéens et étudiants pour une “manifestation européenne” vendredi, dans la ville toute proche d’Aix-la-Chapelle #AFP
? https://t.co/DtPat1soIt pic.twitter.com/u6D6uVuJAf
— Yann Schreiber (@YannSchreiber) 19 giugno 2019
Per questo, da alcuni giorni i ragazzi si sono installati sul posto. Con tende, materassini e amache. E ormai sono ben seimila: “La lignite è l’energia fossile più sporca. Dobbiamo smetterla di estrarla e per questo siamo disposti ad usare i nostri corpi pur di bloccare queste attività diaboliche”, ha spiegato all’agenzia Afp Tadzio Müller, uno dei leader del movimento tedesco Ende Gelände.
Domani, le proteste si sposteranno presso la miniera a cielo aperto di Garzweiler, non lontano da Colonia. Proprio a causa del carbone, il governo tedesco non centrerà i propri obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti previsti per il 2020. E sebbene abbia programmato l’abbandono di tale fonte fossile entro il 2038, la strada appare in salita, considerato che essa garantisce ancora il 40 per cento del consumo elettrico nazionale.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Malgrado i tagli di Donald Trump e un’eruzione vulcanica, l’osservatorio di Mauna Loa che dal 1958 monitora la CO2 nell’atmosfera non chiuderà.
La Commissione ha varato una serie di misure per rendere più semplice muoversi per il continente in treno, la scelta più ecologica.
L’aumento della temperatura marina nel Pacifico equatoriale, noto come El Niño, è spesso accostato a torto al caldo estivo in Europa.
L’Assemblea generale dell’Onu ha riconosciuto la responsabilità dei governi sul clima, ma solo grazie a un testo indebolito rispetto al progetto iniziale.
Una commissione indipendente dell’Oms ha inviato delle raccomandazioni ai governi per fronteggiare il clima che cambia e tutelare la salute.
L’Agenzia internazionale dell’energia spiega che nel 2025 le emissioni di metano sono state pari a 580 milioni di tonnellate.
La Conferenza di Santa Marta ha quasi fatto il miracolo: un piano d’azione contro i combustibili fossili con obiettivi al 2050.
Il rapporto sullo Stato del clima in Europa mostra un quadro inquietante: nel Vecchio Continente la crisi è più grave che nel resto del mondo.
In numerose regioni del mondo la siccità sta provocando fughe di massa, rischio di incendi, allarmi per l’approvvigionamento idrico.
