Giovanni Sollima, un violoncello di ghiaccio per riflettere sul futuro dell’ambiente

Dalle Alpi al Mediterraneo, il violoncellista Giovanni Sollima parte in tour con uno strumento di ghiaccio per sensibilizzare il pubblico sulla crisi idrica globale.

Un viaggio dal nord al sud d’Italia, un documentario e una serie di concerti con protagonista un violoncello di ghiaccio. Interprete è Giovanni Sollima, il compositore e musicista palermitano che dal 29 gennaio porta in tour il progetto n-ice cello, un’esperienza artistica e culturale per riflettere sul tema dell’acqua e della sua importanza per l’uomo e per l’ambiente. Dal ghiacciaio Presena in Trentino, dove lo speciale violoncello è stato realizzato, fino al suo “rilascio” e scioglimento nel mar Mediterraneo, il percorso dello strumento e dell’acclamato esecutore viene inaugurato al Museo delle Scienze di Trento prima di fare tappa a Venezia, Roma e Palermo.

 

Giovanni Sollima suona il violoncello di ghiaccio
Giovanni Sollima prova il violoncello di ghiaccio creato da Tim Linhart in Trentino

Da Giovanni Sollima a Corrado Bungaro, chi sono i protagonisti di n-ice cello

La ricerca glaciologica, lo studio sulle acque di fusione glaciale, le sorgenti, la qualità dei corsi d’acqua, gli eventi calamitosi in corrispondenza di intense precipitazioni, è una delle attività scientifiche del Muse. Ed è proprio grazie a un gruppo di artisti, ricercatori e liberi pensatori del museo disegnato da Renzo Piano – tra le istituzioni che sostengono l’ASviS (Alleanza per lo Sviluppo sostenibile) – che nasce il progetto n-ice cello: rappresentare in musica, tramite le performance di Giovanni Sollima e varie testimonianze on the road raccolte in un film, la crisi idrica che causa conflitti e migrazioni climatiche di massa in tutto il mondo.

Il direttore artistico Corrado Bungaro, regista e violinista, ma anche esperto di diritti umani, ha pensato di documentare il trasporto dell’ice-cello mentre attraversa l’Italia in una cella frigorifera mobile, oltre a Sollima che suona da solo o in interazione con altri musicisti. Un tragitto di 1.500 chilometri via terra e via mare, uguale e contrario alla rotta dei migranti che dalle terre senz’acqua sfidano il Mediterraneo per dirigersi verso nord. I compagni di viaggio, incontrati lungo il cammino, sono uomini di scienza e artisti che si esprimono sul futuro del pianeta, sul cambiamento climatico, sulle catastrofi naturali, sulla scarsità d’acqua e sulle conseguenze sociali e umanitarie.

Il precedente in Val Senales e gli strumenti di ghiaccio di Tim Linhart

Non è la prima volta che Giovanni Sollima si esibisce con un violoncello di ghiaccio. Anzi, il musicista siciliano deve la sua fama internazionale anche all’utilizzo di strumenti acustici occidentali e orientali, elettrici ed elettronici, alcuni di sua invenzione come l’aquilarco e altri realizzati appositamente per lui, come il violino tenore presente nei quadri di Caravaggio e ricostruito dal liutaio Walter Cangialosi, ma anche il d-touch di Enrico Costanza del Politecnico di Losanna (una sorta di sequencer di legno) e il violoncello di fieno opera della scultrice Julia Artico.

Nel marzo 2007 Sollima, insieme alla violoncellista croata Monika Leskovar e allo stesso Corrado Bungaro, ha suonato a 3.200 metri di altitudine in un teatro-igloo costruito sul ghiacciaio della Val Senales. Gli strumenti glaciali utilizzati sono stati creati, allora come oggi, dallo statunitense Tim Linhart, curatore del festival Ice Music insieme al collega norvegese Terje Isungset.

Scultore, pittore, liutaio e sperimentatore, Linhart ha iniziato dopo anni di lavoro ed esperimenti con il ghiaccio a costruire veri e propri strumenti musicali da questa fugace materia dando vita a violini, viole, violoncelli, chitarre, percussioni, vibrafoni, un organo a canne e perfino una cattedrale di ghiaccio di dimensioni reali, capace di ospitare circa 500 spettatori. A dimostrazione che il ghiaccio, come materiale di costruzione, ha una vita propria, sviluppa suoni unici e incanta con la sua bellezza. Linhart è stato quindi coinvolto anche per il progetto n-ice cello, e ha trascorso tutto il mese di gennaio al passo del Tonale sul Presena come residenza artistica per disegnare, scolpire e assemblare il violoncello di ghiaccio usato da Sollima.

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