Almeno 153 persone sono morte a Seul, in Corea del Sud, nella serata di sabato 29 ottobre, nel corso delle festività organizzate in occasione di Halloween. Si tratta di un bilancio ancora provvisorio, dal momento che sono ancora numerose le persone disperse , secondo le informazioni fornite dalle autorità della nazione asiatica nella giornata di domenica.
L’invio di 140 ambulanze non è bastato ad evitare la strage di Halloween a Seul
Decine di migliaia di persone, soprattutto giovani, si erano concentrate nel quartiere di Itaewon, noto per la movida notturna. Col passare dei minuti la folla è aumentata, accalcandosi sempre più, soprattutto in alcune strade. Il risultato è stato che migliaia di persone sono rimaste letteralmente imprigionate e schiacciate dalla pressione esercitata dall’afflusso. Mentre altri – come riferito dal capo della caserma dei vigili del fuoco di Yongsan – sono rimaste intrappolare nelle numerose stradine strette della zona.
Sul posto non è stato sufficiente l’invio di ben 140 ambulanze: il personale medico ha praticato massaggi cardiaci a decine di persone, ma non è stato possibile evitare il peggio. Numerosi video pubblicati sui social network hanno mostrato i corpi di centinaia di persone, alcuni già privi di vita, sdraiati ai lati delle strade.
🔴ULTIM'ORA🔴 Sarebbero 120 le persone rimaste uccise da una grande folla che si è accalcata in una strada stretta durante i festeggiamenti di Halloween nel quartiere di Itaewon a Seul, in Corea del Sud. Più di 150 i feriti.#Halloween#Seoulkorea#CoreadelSud#news#UltimOrapic.twitter.com/wfj9jPHD2G
Il presidente della Corea del Sud, Yoon Seok-youl, ha parlato alla nazione menzionando “una tragedia, un disastro che non sarebbe dovuto accadere”. Lo stesso dirigente ha promesso “un’inchiesta rigorosa” per accertare i fatti “ed evitare che ciò possa riprodursi in futuro”, e ha dichiarato il lutto nazionale.
L’Oim ha pubblicato il nuovo rapporto sulle rotte migratorie. Dal 2014 sono morte 82mila persone e se in Europa i numeri sono in diminuzione altrove la strage si fa più grave.
Dopo 16 anni di governo è arrivata una pesante sconfitta per Viktor Orbán alle elezioni legislative in Ungheria. Ora il paese tornerà a cooperare con l’Unione europea.
I raid israeliani sul Libano sono i più pesanti da diverse settimane e hanno colpito tanto la capitale Beirut quanto il sud del paese. L’Iran minaccia ripercussioni.
La risoluzione Onu non ha carattere vincolante ma può aprire la strada a scuse pubbliche e risarcimenti. Gli Usa hanno votato contro, l’Italia si è astenuta.
I bombardamenti israeliani sul Libano hanno già causato oltre 900 morti e un milione di sfollati. Israele vuole replicare quanto fatto nella Striscia di Gaza?
Il conflitto nel Golfo minaccia una delle infrastrutture energetiche più importanti, con effetti su mercati, commercio e sicurezza energetica globale. Qual è la storia, chi sono gli attori e le possibili conseguenze.