Con Helsinn la farmaceutica abbraccia la sostenibilità

Nel corso dei suoi quarant’anni di attività, il Gruppo Helsinn è divenuto una delle società di supporto per cure oncologiche leader in tutto il mondo.

Helsinn è un’azienda responsabile, ben integrata nel contesto economico del Canton Ticino, attenta alla sicurezza dell’ambiente, alla soddisfazione del proprio personale e ai bisogni della società civile.

 

Riccardo Braglia, amministratore delegato del Gruppo, ci racconta come Helsinn ha saputo coniugare il mondo della farmaceutica a quello della sostenibilità.

 

riccardo braglia Helsinn
Riccardo Braglia © http://www.ey.com

 

Siete stati sottoposti negli anni a controlli e certificazioni di qualità e sicurezza da parte di enti di varie nazioni. Quali i più importanti?

Helsinn è da anni soggetta a revisioni di qualità e di sicurezza dai maggiori enti regolatori quali SwissMedic, EMA, FDA, ecc. Inoltre siamo certificati ISO 14001 per la protezione dell’ambiente e OHSAS 18001 per Health & Safety. Siamo stati accreditati per la sostenibilità secondo le regole internazionali del Global Reporting Initiative (GRI) e siamo tra le sole quattro aziende farmaceutiche al mondo ad essere accreditate al CEO Cancer Gold Standard™.

 

Cosa prevede il vostro codice di condotta etica?

Il gruppo ha un codice etico attivato dal Consiglio di amministrazione e sottoscritto ed implementato da tutti i 600 collaboratori del Gruppo con un approccio top-down.

 

L’azienda compie sforzi al fine di rendere economicamente accessibili i propri farmaci?

Helsinn ha realizzato una rete di 70 distributori per rendere possibile la vendita dei propri farmaci in oltre 90 paesi del mondo. I prodotti sono principalmente focalizzati nell’area del cancer supportive care, il cui utilizzo è principalmente focalizzato nei paesi sviluppati, ma cerchiamo di rendere i nostri prodotti disponibili al maggior numero di pazienti, anche in paesi in cui i volumi di vendita non giustificano gli ingenti investimenti richiesti.

 

In che modo l’azienda ha facilitato l’accesso ai propri farmaci da parte di popolazioni di paesi sotto sviluppati e in via di sviluppo?

Helsinn investe nel processo registrativo e di approvazione di un nuovo farmaco nella maggior parte dei paesi mondiali, cercando, ove possibile di rendere economicamente sostenibile il consumo dei propri farmaci secondo le capacità economiche locali in accordo con i distributori di ogni singolo paese.

 

In che modo l’azienda affronta il tema legato alle sperimentazioni sugli animali?

Helsinn è obbligata, come tutte le altre aziende farmaceutiche, a seguire le regolamentazioni per l’approvazione di un nuovo farmaco, che prevedono di eseguire una serie di test di ricerca sugli animali. Nell’eseguire queste sperimentazioni ci affidiamo ai migliori e più seri centri pre-clinici al mondo che si sono dotati di regole di qualità. La nostra politica è comunque quella di eseguire lo stretto indispensabile per le approvazioni ed evitare utilizzi inutili e sconsiderati di animali per le sperimentazioni.

 

 

Avete certificazioni etiche sul lavoro, tipo la SA8000?

Nel nostro codice etico attuale, di fatto, siamo in compliance anche con le regole SA8000.

 

Cosa può fare concretamente un grande gruppo farmaceutico per la sostenibilità?

Il primo bilancio di sostenibilità del Gruppo Helsinn è stato preparato in conformità con le linee guida G4 del Global Reporting Initiative (GRI) , modello completo e trasparente di principi e standard su cui basarsi per riportare performance relative agli impatti economici, ambientali e sociali. Per il primo bilancio di Gruppo abbiamo scelto il tema del “Quality of Life” perché rappresenta la nostra aspirazione di contribuire al miglioramento continuo e costante della qualità della vita non solo dei pazienti che utilizzano i nostri prodotti, ma anche i nostri collaboratori e dipendenti (ad esempio con l’iniziativa del CEO Gold Standard), le nostre comunità (sostegni a persone bisognose, sponsorizzazioni ad enti, progetti a sostegno della cultura, musica e arte, progetti per l’educazione in Africa, ecc) dove siamo presenti con uffici e stabilimenti e l’ambiente dove operiamo (nuovi standard e politiche di difesa dell’ambiente). Quindi soddisfare nella sostenibilità tutti i nostri stakeholders.
Stiamo valutando la possibilità di ottenere in futuro la certificazione “B-Corporation”, con l’obiettivo di massimizzare l’impatto sulla società e l’ambiente.

 

Avete cambiato il sistema di riscaldamento della vostra sede installando una pompa di calore. Con quali risultati?

La pompa di calore è stata istallata nel nostro impianto chimico di Biasca (Svizzera) ed è entrata in funzione nel 2009. Permette un importante risparmio: riduce in media le emissioni di CO2 di circa 128 tonnellate (21%), il consumo di gasolio di circa 54,000 litri (24%) ed il consumo di acqua di 23,000 m3 (5%). Nel 2017 entrerà poi in funzione un nuovo termodotto consortile, di cui Helsinn è stata tra i promotori iniziali, che con la nuova energia di vapore generato dalla combustione della legna raccolta nei nostri boschi sostituirà completamente il gasolio.

 

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Quali gas emettete dai vostri impianti e in che quantità? 

Essenzialmente l’unica emissione di gas è rappresentata dalla CO2. Dal 2013 al 2014, grazie a diverse misure intraprese, è stato possibile ridurre le emissioni del 10,4 per cento nonostante un aumento della produzione. Tutti i gas prodotti dalla sintesi chimica vengono invece neutralizzati secondo le norme di legge vigenti, anche grazie ad un moderno impianto di abbattimento gas con azoto liquido. Inoltre abbiamo diminuito l’uso di energia del 6,5 per cento aumentando nel contempo del 7,1 per cento l’uso di energie rinnovabili.

 

C’è differenza, in termini di sostenibilità, nei vostri stabilimenti presenti in Ticino e in Irlanda?

La politica della sostenibilità dell’azienda è una sola e coerente nei due stabilimenti. In Svizzera siamo più fortunati in termini di energie, potendo far ricorso per gran parte all’energia idroelettrica (80 per cento), maggiormente ecosostenibile.

 

Quale la situazione per quanto riguarda rifiuti, sversamenti, incidenti sul lavoro?

In merito alla politica dei rifiuti speciali Helsinn da anni è auditata ISO14001 e i nostri rifiuti vengono unicamente bruciati in forni speciali e autorizzati in Svizzera e in Irlanda.
Nella nostra storia produttiva di oltre 30 anni non abbiamo mai avuto incidenti sul lavoro seri e tantomeno sversamenti. In entrambi i casi siamo auditati nel rispetto delle regole di salute e sicurezza.

 

Siete riusciti ad aumentare la consapevolezza e l’interesse verso la sostenibilità e l’etica nel lavoro da parte dei vostri collaboratori?

Certamente sì, stiamo implementando i nostri valori attraverso training, sessioni di aggiornamento, workshop e documentazione specifica, sempre a disposizione di tutti i collaboratori, i quali, come membri stessi del gruppo Helsinn, svolgono in prima linea un ruolo importante nel sostenere i nostri principi.

 

Come viene controllata la catena di fornitura dell’Azienda dal punto di vista ambientale e sociale (rispetto diritti umani, dei lavoratori)?

La nostra politica è di scegliere fornitori di alta qualità che lavorano attenendosi alle leggi internazionali di rispetto della qualità, ambiente e diritti dei lavoratori. Un nostro team audita regolarmente i nostri fornitori anche in paesi lontani, quale per esempio il nostro fornitore di prodotti chimici in Cina.

 

È in essere un sistema di management sostenibile degli stakeholder sia interni che esterni?

Il nostro codice etico e i nostri manuali di compliance prevedono un management sostenibile sia per i fornitori che per tutti i nostri stakeholder. Abbiamo in uso da molti anni procedure operative standard che dettano regole e processi per far rispettare i nostri rapporti con i differenti stakeholder in modo sostenibile.

 

In che modo viene garantita la salute e la sicurezza dei dipendenti?

Tramite procedure interne, sistemi di controllo e soprattutto formazione al personale in fabbrica e negli uffici. Inoltre siamo auditati OHSAS 18001 per Health & Safety.

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