Diritti umani

In Uganda un concorso di bellezza per cancellare i pregiudizi sull’Hiv

Miss e Mister Y+: dal 2014, in Uganda, viene organizzato un concorso di bellezza dedicato a persone positive all’Hiv.

Una delle conseguenze sociali che accompagna qualsiasi epidemia è la stigmatizzazione nei confronti dei malati. Pregiudizio, accuse e ricerca dell’untore come espiatore della psicosi e della paura sono fenomeni a cui si assiste sistematicamente in occasione del diffondersi di virus. Gli episodi di violenza fisica e verbale contro alcuni cittadini di nazionalità cinese in Italia e contro occidentali in Africa, in occasione del propagarsi del coronavirus, sono la riprova di come qualsiasi infezione inneschi un’isteria sociale. Che trova la sua valvola di sfogo nella colpevolizzazione e nelle dita puntate contro il “diverso”, “l’ammalato”.

I positivi all’Hiv vittime di pregiudizi, sensi di colpa ed esclusione

Comportamenti che risultano esasperati quando le malattie in questione sono quelle sessualmente trasmissibili dal momento che, in questo caso, l’accusa è accompagnata da giudizi anche di ordine etico e morale. L’Hiv è una di quelle malattie che ancora oggi fa provare ai malati un senso di vergogna e di colpa. Ciò è dipeso dal fatto che persiste nella società un pensiero secondo il quale chi ha contratto l’infezione è in qualche modo biasimabile per i suoi comportamenti. Giudicabile per il suo stile di vita o il suo orientamento sessuale. E poi, in quanto positivo a un virus per il quale una cura definitiva ancora non si è trovata, soggetto a esclusione e allontanamento. Una realtà che raggiunge il suo acme in quei paesi e contesti nei quali la disinformazione e la mancanza di una conoscenza reale della malattia fomentano teorie del complotto e dietrologie.

In Uganda, una delle nazioni africane con il più alto numero di persone sieropositive del continente: secondo i dati di Unaids (il Programma delle Nazioni Unite per l’Aids/Hiv) sono oltre 1,4 milioni. A ciò si aggiunge la più alta percentuale di persone sieropositive di età compresa tra 15 e 24 anni. Per questo, proprio qui è nata un’iniziativa unica per combattere pregiudizi e stigmatizzazioni sociali. Un concorso di bellezza per giovani positivi all’Hiv, battezzato “Miss e Mister Y+”.

Il concorso “Miss e Mister Y+ è stato creato nel 2014

Un evento creato nel 2014 e che negli anni ha raccolto sempre più adesioni e partecipazioni. C’è una giuria, una serata di gala e poi la proclamazione dei vincitori con tanto di fascia e corona. A spiegare a Lifegate come è nato e perché questo progetto negli anni ha catturato sempre più interesse e attenzione è Nicholas Niwagaba, direttore esecutivo dell’Uganda Network of Young People Living with Hiv (Unypa). “’I giovani sieropositivi in Uganda – spiega – devono fronteggiare quotidianamente stigmatizzazioni e discriminazioni da parte delle loro famiglie, a scuola, da potenziali datori di lavoro e da parte della comunità in generale”.

concorso hiv uganda
Concorso per persone sieropositive in Uganda © Giulio Molfese/Photo4Fashion2019

Secondo un rapporto sulle stigmatizzazioni – prosegue il dirigente -, in Uganda il 19 per cento dei ragazzi sieropositivi è stato vittima di molestie verbali. Il 9,5% di violenze fisiche. Al 7 per cento è stato rifiutato un posto di lavoro in virtù della positività al virus. E il 12 per cento ha persino subito dei ricatti. Senza dimenticare che il 32% afferma di sentirsi colpevole di avere l’Hiv, il 26 per cento ne prova vergogna e il 60 per cento tiene nascosta la propria condizione”.

134 concorrenti e tremila persone coinvolte per l’ultima edizione

È per questo che è nato il concorso di bellezza “Y+”: “Per essere un progetto di punta nella lotta contro il discredito sociale – aggiunge Niwagaba -. Lo spettacolo si svolge ogni anno e ha come obiettivo quello di trasformare i pregiudizi in orgoglio. Per promuovere l’inclusione e l’accettazione delle persone sieropositive nella società. Mostriamo la bellezza esteriore ma anche interiore di questi giovani che dopo quest’esperienza divengono degli ambasciatori della lotta contro il pregiudizio e la discriminazione”.

Il direttore di Unypa sottolinea infine il successo del progetto: “La prima edizione ha avuto solo 10 concorrenti, l’ultima 134 e oltre tremila persone sono state impegnate nell’organizzazione dell’evento. Sono numeri importanti che ci danno la dimostrazione della forza e della rilevanza che ha questo concorso. L’intera campagna ha come beneficiari i giovani. E per parlare e interagire con loro abbiamo deciso di addentrarci in una realtà molto apprezzata: quella della moda. In Uganda, bellezza e stile sono temi di grande interesse. Pertanto, il concorso ci consente di confrontarci con i giovani. Il che è fondamentale. Perché se oggi riusciamo sensibilizzare loro, siamo certi che un domani avremo modo di sensibilizzare l’intera società ugandese”. E forse il mondo intero.

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