Ikea e la nuova politica ambientale

“Prezzi bassi sì, ma a che prezzo?”. Esordice così Roberto Monti, amministratore delegato di Ikea Italia.

“Prezzi bassi sì, ma a che prezzo?”. Esordice così
Roberto Monti, amministratore delegato di Ikea
Italia. In effetti spesso, ad n oggetto che costa poco, si associa
una qualche falla nel ciclo di produzione della merce, che
può andare da uno sconsiderato uso delle
materie prime
, alle condizioni di lavoro dei propri
dipendenti. La domanda che sorge è questa: prezzi contenuti
e utilizzo sostenibile delle risorse possono convivere?

Dal Report Ambientale 2007 di Ikea, pare di
sì. In dettaglio, salta subito all’occhio come tutta la
filiera di produzione la faccia da padrone: dall’approvvigionamento
di legname, che non deve provenire dal taglio illegale di foreste
ma da una gestione certificata, al trasporto efficiente dei
prodotti tramite una corretta gestione degli imballaggi (meno
volume, più spazio, ridotti consumi di carburante).

Il gigante svedese dell’arredamento low cost
preferisce
il trasporto via treno o via nave e, organizzando
un pratico trasferimento a domicilio della merce, incoraggia la
clientela all’uso dei
mezzi pubblici
per raggiungere il punto vendita.

Particolare importanza riveste l’uso razionale dell’energia: gli
obbiettivi sono certamente complessi, ma degni di merito: arrivare
al 100% di
energia rinnovabile
, sia prodotta che acquistata.

Da sottolineare come, nel punto vendita di Corsico, siano state
installate delle
pompe di calore
per climatizzare gli ambienti secondo
le esigenze stagionali. Nella nuova sede di Parma è prevista
la realizzazione di un impianto geotermico costituito da 272 sonde,
che arriveranno a 150 metri di profondità nel suolo:
sarà il più grande impianto a pompe di calore
geotermiche mai realizzato in Europa. Permetterà di evitare
l’emissione in atmosfera di circa 1.200 tonnellate di Co2.

Da non dimenticare il ruolo fondamentale rivestito da una
efficiente
raccolta differenziata
: nel 2007, l’83% dei rifiuti
della multinazionale, è stato recuperato. La
differenziazione avviene in gran parte all’interno dei punti
vendita e successivamente viene avviata al recupero.

Ecco che, sfogliando un catalogo qualsiasi, potremmo scegliere
una sedia realizzata in fibre di legno, riutilizzate dal taglio
dello stesso e da polipropilene riciclato. O comprare un tavolino
al cui interno sia presente una struttura di cartone a nido d’ape,
che conferisce sia stabilità che una drastica riduzione di
materia prima.

Rudi
Bressa

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