Cooperazione internazionale

Il 20 giugno è la Giornata mondiale del rifugiato

L’obiettivo della giornata è di sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti dei migranti, persone in fuga dalla guerra e dalla povertà che necessitano di protezione e di sicurezza.

Un rifugiato è colui che chiede rifugio, asilo, costretto ad abbandonare il proprio paese di origine a causa di guerre o discriminazioni. Un rifugiato, per definizione, non ha scelta se non quella di trovare un posto sicuro nel quale lasciarsi alle spalle gli incubi da cui fugge, anche se questo implica abbandonare la propria famiglia e la propria terra, per un salto nel buio.

 

Sbarco di rifugiati siriani
Profughi siriani sbarcano sulle coste dell’isola greca di Lesbo Fotografia: Angelos Tzortzinis / Getty

 

Anche il termine “rifugiato” è ormai desueto, si preferisce il termine “clandestino”, quella che potrebbe sembrare una sottigliezza semantica è forse l’emblema di un meccanismo atto a sminuire l’umanità dei rifugiati, a contrastare la naturale empatia che si sarebbe portati ad avere verso un altro essere umano in difficoltà.

 

Il 20 giugno si celebra la Giornata mondiale del rifugiato, istituita dalle Nazioni Unite nel 2000. La prima Giornata è stata celebrata nel 2001 in occasione dei 50 anni dall’adozione, il 20 giugno 1951, della Convenzione di Ginevra sullo status di rifugiato.

 

“La maggior parte dei rifugiati del mondo, circa l’86 per cento, vive nei paesi in via di sviluppo. Questi paesi hanno aperto le porte per accogliere le persone in cerca di sicurezza e hanno spesso dimostrato una generosità che va oltre i propri mezzi. Invito tutti gli stati membri a fare tutto il possibile per sostenere le nazioni e le comunità che hanno accolto profughi e rifugiati tra loro”, ha dichiarato il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.

 

Barcone carico di migranti
Ogni giorno centinaia di persone sono costrette ad abbandonare il proprio paese a causa delle guerre

 

L’Italia, in virtù della propria posizione geografica, è spesso una meta di passaggio obbligatorio per i migranti. In molti casi però rappresenta solo una tappa, delle oltre 170mila persone sbarcate sul territorio italiano nel 2014, oggi quelle accolte e rimaste nelle diverse strutture di prima e seconda accoglienza sono poco meno di 66mila, come ha evidenziato Giancarlo Perego, direttore della fondazione Migrantes.

Una delle maggiori attuali sfide della società internazionale consiste nel prevenire l’esodo forzato delle popolazioni, cercando di sedare i conflitti che insanguinano molti paesi, come Medio Oriente e Africa, e che sono alla base dell’aumento dei rifugiati nel mondo. O quantomeno smettere di intrattenere rapporti economici con quei paesi che calpestano i diritti umani e acuiscono i problemi, come la Turchia.

 

Campo profughi
Campo profughi dell’Unhcr Foto: Bülent KILIC / AFP / Getty Images

 

In occasione della giornata del 2016 l’Unhcr, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha lanciato la campagna globale #WithRefugees, nata per mostrare ai leader mondiali che l’opinione pubblica mondiale è dalla parte dei rifugiati. La campagna comprende una petizione pensata per inviare un messaggio chiaro ai governi affinché agiscano con solidarietà e condivisione delle responsabilità. La petizione chiede ai governi di assicurarsi che ogni bambino rifugiato riceva un’istruzione, assicurarsi che ogni famiglia di rifugiati abbia un posto sicuro in cui vivere e assicurarsi che ogni rifugiato possa lavorare o imparare nuove competenze per offrire un contributo positivo alla comunità.

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