Diritti umani

Il 29 aprile è la Giornata mondiale della memoria delle vittime della guerra chimica

La minaccia della guerra chimica non è ancora debellata, ancora tre paesi infatti non hanno adottato la Convenzione sull’uso delle Armi Chimiche.

Dire che la guerra possa essere etica è evidentemente un ossimoro, ma c’è un modo per renderla ancora più atroce, attraverso l’utilizzo di armi chimiche. Classificate dalle Nazioni Unite come armi di distruzione di massa, sfruttano la tossicità di alcune sostanze e non fanno distinzione tra obiettivi militari e civili, ancor meno dell’artiglieria, aumentando vertiginosamente le vittime innocenti.

 

guerra chimica

 

Nel corso della storia molte volte si è fatto ricorso a questo tipo di armamenti, vennero usate per la prima volta con cognizione durante la battaglia di Ypres nel 1915, nel corso delle Prima Guerra Mondiale, quando il comando tedesco fece riversare sulle truppe francesi 168 tonnellate di gas di cloro.

 

Nel 1943 venne invece sviluppato il napalm, micidiale miscela resa “celebre” dalla guerra del Vietnam. Oltre al napalm nel corso del conflitto gli Stati Uniti usarono anche un altro composto chimico, un erbicida denominato agente arancio (prodotto dalla Monsanto, protagonista oggi di un’altra guerra chimica, ma questa è un’altra storia). I militari americani lo usarono per distruggere la vegetazione e rendere i vietcong più visibili, esponendo però alla diossina anche i civili vietnamiti e i soldati statunitensi.

 

napalm

 

Tra le armi chimiche le più pericolose e le più rapide ad agire sono i gas nervini, come il sarin e il vx. Il primo Paese a usare il gas nervino è stato l’Iraq negli anni Ottanta, nella guerra contro l’Iran.

 

Queste armi non sono un retaggio del passato, ma un pericolo attuale, per questo il 29 aprile si celebra la Giornata mondiale della memoria delle vittime della guerra chimica, istituita dalle Nazioni Unite nel 2005. La data scelta ricorda l’adozione della Convenzione sull’uso delle Armi Chimiche, avvenuta 29 aprile 1997, che ne vieta la produzione, lo stoccaggio e l’utilizzo.

 

L’obiettivo della giornata è quello di rendere omaggio alle vittime della guerra chimica e di ribadire l’impegno dell’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (Opac) nella lotta a questa minaccia, promuovendo la pace e la sicurezza.

 

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Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha sottolineato che la totale e necessaria distruzione delle armi chimiche deve essere accompagnata da ulteriori sforzi per ottenere l’adesione universale alla convenzione. Ancora tre paesi infatti, Corea del Nord, Egitto, e Sudan del Sud, non hanno aderito.

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