Expo 2015

Il cibo dello spirito si consuma al Parco della Biodiversità

Sette rappresentati delle religioni più diffuse al mondo hanno benedetto il pasto comune, il cibo dello spirito nutre i partecipanti e lancia un messaggio a tutto il mondo.

Expo 2015 celebra il tredicesimo anniversario della Giornata mondiale della Diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo con un evento “Il cibo dello spirito nella Carta di Milano” promosso da ExpoNet, il magazine ufficiale di Expo Milano 2015, organizzato all’interno del Teatro della Terra del Parco della biodiversità.

 

Durante la manifestazione, aperta da Duccio Campagnoli, Presidente di BolognaFiere, sette rappresentati delle maggiori religioni del mondo hanno acceso un dibattito sul tema dell’alimentazione, sottolineando il valore del cibo e l’importanza di tutelare il Pianeta.

 

14-@andrea-mariani© Andrea Mariani

 

Il Vicario episcopale della Chiesa Cattolica Ambrosiana, Luca Bressan, Hamid Abd al-Qadir Distefano, Imam della Comunità Religiosa Islamica Italiana, Giuseppe Platone, Pastore Chiesa Evangelica Valdese, il Rabino Rav Elia Richetti, Vickie Sims, Cappellana della Chiesa Anglicana, Svamini Hamsananda Ghiri, Vice Presidente dell’Unione Induista e Tenzin Khenze, Monaco Buddhismo tibetano hanno dato il loro personale contributo sul tema della sostenibilità ambientale, della democrazia del cibo e della convivenza dei popoli.

 

“L’uomo è parte dell’Universo” afferma l’induista Svamini Hamsananda Ghiri “il suo dovere è sostenerlo, vivere insieme al tutto non al suo centro.” Un tema comune a tutte le religioni è proprio quello della condivisione e della difesa del cibo, di una risorsa che non deve essere sprecata ma distribuita per mantenere viva il senso di dignità dell’uomo.

 

 

L’intervento del Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha chiuso la tavola rotonda, considerando l’evento della giornata come “uno dei momenti più belli a testimonianza della potenza del confronto che si può sviluppare in Expo Milano 2015.”

 

A conclusione della manifestazione, il pasto comune è stato benedetto con sette differenti preghiere pronunciate nella lingua e secondo i riti religiosi officiati dai sette diversi rappresentanti.

Un gesto simbolico per i fedeli e per i non credenti, ma soprattutto un contributo spirituale importante per sostenere la sfida aperta dal tema di Expo e dalla Carta di Milano.

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