Il ddl sulla caccia ha il primo via libera tra le proteste delle associazioni
Via libera del Senato al disegno di legge che allarga le aree venatorie, allunga i calendari, depotenzia l’Ispra e aumenta le specie cacciabili.
Simone Santi
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Giornalista sportivo ma da tempo prestato alla cronaca politica, cronista politico ma talvolta prestato ai viaggi, i quali però mi hanno ridato indietro ogni volta troppo presto. Nato, cresciuto e sempre vissuto a Roma, con tutti i suoi vantaggi e tutti i suoi limiti. Convinto che l’attenzione ai diritti civili e alla tutela ambientale siano la base di una buona politica.
Citazione preferita: “I libri sulle rivoluzioni iniziano di solito con un capitolo dedicato alla corruzione del potere in declino. Dovrebbero invece cominciare con un capitolo di analisi psicologica dove si spieghi il processo per cui un uomo oppresso e in preda al terrore vince improvvisamente i propri timori e smette di avere paura” (Ryszard Kapuscinski)
Via libera del Senato al disegno di legge che allarga le aree venatorie, allunga i calendari, depotenzia l’Ispra e aumenta le specie cacciabili.
Via libera del ministero dell’Ambiente: la struttura sorgerà a Ceccano, nel Frusinate, e sarà il primo di una serie 47 progetti europei.
Sono entrate in vigore le nuove regole europee: frontiere esterne sigillate, controlli più rigidi, un meccanismo di solidarietà non vincolante tra Paesi.
5,8 milioni di italiani rinunciano a curarsi. Il report di Medici del mondo evidenza disuguaglianze sociali e territoriali.
La Commissione ha varato una serie di misure per rendere più semplice muoversi per il continente in treno, la scelta più ecologica.
Prevost, attraverso il monito sull’IA, lancia un monito a 360 gradi su disuguaglianze, sfruttamento, crisi climatica e ruolo di Stati e privati.
La nuova legge parla di “gestione” della fauna selvatica, estende la stagione venatoria e le specie cacciabili: la Ue ha già detto che non va bene.
Il rapporto di Antigone mostra il volto più scuro dei nostri istituti penitenziari: luoghi da cui è sempre più difficile uscire pronti al reinserimento.
Nessuna cifra oraria a priori, ma l’obbligo a conformarsi al contratto collettivo nazionale più rappresentativo: la risposta del governo ai 9 euro l’ora.
La legge sulla valorizzazione del mare contiene una norma di principio per la tutela di un ecosistema unico, ma per ora non sono previsti strumenti reali.
La Conferenza di Santa Marta ha quasi fatto il miracolo: un piano d’azione contro i combustibili fossili con obiettivi al 2050.