In viaggio per amore

Qual

Parliamo naturalmente del viaggio e dell’eros intesi in termini
positivi, quelli che per primi affiorano alla mente di chi dedica
la propria vita alla crescita e alla consapevolezza.
Esiste il viaggio come dimensione spensierata di avventura e di
scoperta, in cui, tra le altre cose, si può trovare l’amore.
E’ il caso di tanti giovani, che partono con la segreta speranza
che la vacanza porti con sé qualche brivido di emozione. Non
c’è in questi casi sfruttamento: e infatti la scintilla
dell’attrazione può scoccare nei paesi più poveri
come in quelli più ricchi, per un’indigena o per un’altra
turista, per la compagna di viaggio o per la donna intravista per
caso. Non siamo nell’ambito del turismo sessuale, ma in quello,
bello e appagante, dell’evasione. Un livello pienamente umano e
dignitoso…

Esiste poi il viaggio più impegnato e informato: simile al
precedente, ha però in più la consapevolezza profonda
di cosa voglia dire incontrare altre persone, altri luoghi, di come
sia necessaria un’apertura interiore, una capacità di
ascolto, un’accettazione profonda per poterli capire davvero. In
questo viaggio anche gli eventuali incontri erotici – appassionati,
giocosi, delicati, misteriosi – avranno sempre, per chi li vive, un
po’ di spessore in più, e lasceranno un insegnamento
più profondo e importante.

Eppure c’è un piano ancora più alto e nobile. E’ il
viaggio dell’anima, quello metaforico, che può essere
accomunato o meno da uno spostamento esteriore. Anche in questo
viaggio si fanno incontri. Ma visto che la finalità è
molto più alta – una dimensione etica, spirituale, a volte
trascendente – le eventuali unioni con le “anime compagne”
incontrate sulla strada saranno più profonde, ricche di
gioia e insieme di mistero. Qualcosa da augurare a ognuno,
sempre.

Emma Chiaia

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