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Mai si erano verificati incendi così gravi in Corea del Sud. Bruciati oltre 35.800 ettari, mobilitato l’esercito. Migliaia di persone evacuate.
La Corea del Sud sta combattendo contro gli incendi più devastanti della sua storia. Secondo quanto dichiarato dalle autorità della nazione asiatica, infatti, neppure i roghi divampati nel 2000 avevano distrutto una superficie boschiva così ampia: ad essere anti in fumo sono infatti già 35.810 ettari, come indicato il 27 marzo da Lee Han-kyung, capo del dipartimento Catastrofi e sicurezza.
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Sono 6.700 i vigili del fuoco inviati per arginare le fiamme, che hanno già ucciso almeno 28 persone, alle quali se ne aggiungono altre dodici che risultano gravemente ferite. Il ministero degli Interni ha però precisato che il bilancio è ancora provvisorio. Tra le vittime c’è anche il pilota di un elicottero inviato sul posto per fornire supporto ai pompieri, che si è schiantato in una zona montuosa nella provincia di Uiseong.
Gli incendi sono divampati nello scorso fine settimana nella porzione sud-orientale della Corea del Sud, dove hanno distrutto anche un antico tempio buddista. Successivamente le fiamme si sono propagate in modo rapido, soprattutto a causa della vegetazione secca per via delle precipitazioni nettamente inferiori alla media, nonché dei venti particolarmente sostenuti.
Per questo, mercoledì 26 marzo il presidente provvisorio Han Duck-soo ha decretato lo stato di allerta massimo e chiesto “una risposta nazionale” di fronte a “danni senza precedenti”. Lo stesso capo di stato ha sottolineato poi che i roghi “si stanno sviluppando in un modo che i modelli esistenti non sono stati in grado di prevedere”.
Al fine di limitare i rischi per la popolazione, è stata disposta l’evacuazione di 27mila persone. In particolare la città di Andong ha lanciato un’allerta destinata agli abitanti del villaggio storico di Hahoe, sito turistico molto frequentato, che fa parte del patrimonio mondiale dell’Unesco. In pericolo anche il paese di Byeongsan. Lo spostamento dei residenti non è stato però privo di problemi, tra situazioni di caos, interruzioni nell’erogazione dell’energia elettrica e strade bloccate. Per tentare di gestire la situazione nel modo migliore, sono stati mobilitati anche centinaia di soldati. Anche l’esercito americano sta fornendo supporto, con in particolare degli elicotteri.
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Yeh Sank-Wook, climatologo dell’università Hanyang di Seul, ha spiegato che “benché non si possa affermare che i cambiamenti climatici rappresentino l’unica causa, certamente influiscono direttamente e indirettamente su ciò che stiamo vivendo in questi giorni”.
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