L’Indonesia perde 2 miliardi l’anno in foreste

Human Rights Watch ha stimato una perdita economica di due miliardi di dollari da parte del governo indonesiano a causa della deforestazione e della cattiva gestione del suo patrimonio forestale nel 2011.

L’Indonesia ha perso due miliardi di dollari solo nel 2011 a
causa della deforestazione illegale e della cattiva gestione del
suo patrimonio forestale. Il dato è stato calcolato dall’organizzazione
non governativa americana Human Rights Watch
prendendo in
considerazione i numeri forniti dal governo e dalle aziende
relativi alle tasse non riscosse a causa delle attività
illegali e ai sussidi internazionali negati per non aver rispettato
gli accordi.

 

Le aziende prese in considerazione sono quelle del settore
della carta e della lavorazione del legno che, tra diritti di
concessione e tasse per la riforestazione, hanno fatto incassare
all’Indonesia solo 300 milioni di dollari nel 2011.

 

“È una stima al ribasso” ha dichiarato Emily Harwell, autrice principale
del rapporto “The dark side of green growth: human rights impacts
of weak governance in Indonesia’s forestry sector” pubblicato a
luglio. Il calcolo che porta ai due miliardi di dollari persi non
include tutto il legno venduto in modo illegale e i relativi abusi
a livello di diritti umani che questa attività comporta.
Tanto per fare un paragone, si tratta di una perdita economica
superiore alla cifra che il governo indonesiano stanzia ogni anno
per il sistema sanitario nazionale (1,4 miliardi di dollari).

 

Il rapporto fa particolare riferimento all’accordo che l’Indonesia ha stretto a settembre con
l’Unione europea
e che dovrebbe contribuire a combattere la
deforestazione illegale attraverso l’imposizione di
un’etichettatura sui prodotti che contengono legno affinché
venga certificata la loro provenienza legale. Un accordo,
però, che non tiene conto del fatto che anche la
deforestazione autorizzata dal governo viola i diritti delle
comunità locali e non contiene nessuna norma per contrastare
la corruzione che regna al momento del rilascio delle licenze. Non
è un caso che l’Indonesia occupi la posizione numero 118
nella lista dei 176 paesi analizzati nel 2012 dall’indice
sulla corruzione stilato da Transparency International
.

 

Un ultimo riferimento va alla promessa di donazione pari a un miliardo di dollari
fatta dalla Norvegia
all’Indonesia nel 2010 per contrastare il
cambiamento climatico attraverso politiche volte alla riduzione del
tasso di deforestazione e alla lotta al degrado del suolo. Una
promessa che, di questo passo, rischia di non poter essere
mantenuta.

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