Sono entrate in vigore le nuove regole europee: frontiere esterne sigillate, controlli più rigidi, un meccanismo di solidarietà non vincolante tra Paesi.
Quasi due italiani su tre si dichiarano interessati alla comunicazione etica, sostenibile e socialmente responsabile. È un verdetto senza appello a favore dell’informazione etica quello che arriva da un’indagine realizzata da Gfk Eurisko e commissionata da Aleteia.org. Ma la ricerca svela anche un’altra preferenza degli italiani in questo campo: il web e i social media si
Quasi due italiani su tre si dichiarano interessati alla comunicazione etica, sostenibile e socialmente responsabile. È un verdetto senza appello a favore dell’informazione etica quello che arriva da un’indagine realizzata da Gfk Eurisko e commissionata da Aleteia.org.
Ma la ricerca svela anche un’altra preferenza degli italiani in questo campo: il web e i social media si impongono come media d’elezione per la componente di interattività peer-to-peer, la possibilità di partecipazione condivisione e scambio che caratterizza la rete. Insomma, ormai è tempo di wikigiornalismo, cioè di giornalismo condiviso.
La comunicazione etica raccoglie ampie consensi su tutte le fasce d’età, con circa il 70 per cento degli intervistati che la ritiene unica, distintiva e nuova. Il 63 per cento arriva a dire che ne riconosce la forza persuasiva e quindi l’efficacia, con una punta del 68 per cento tra i giovani. Il 50 per cento degli intervistati assegna alla comunicazione socialmente responsabile, una superiore capacità di raccogliere attenzione, gradimento e convinzione.
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