Katharine Hamnett: “Choose life”

Con le sue parole ci ha spiegato che una volta scoperti danni delle coltivazioni di cotone e delle condizioni di lavoro degli operai il suo sogno di stilista crollò come un castello di carte.

Oggi, sul sito si trovano le stesse magliette a caratteri
cubitali, di altissima qualità e non solo ? anche una
campagna per un nuovo tipo di energia solare, e molto altro.

Quando è avvenuto il cambiamento di
rotta?
Ho avuto un’illuminazione grazie al buddismo,
che predica una vita da vivere senza danneggiare quella altrui.
Abbiamo cominciato a studiare l’impatto delle aziende tessili
sull’ambiente. Fino a quel momento il mio lavoro era un gioco
divertente e remunerativo? Si è trasformato in un incubo.
Fino a 1 milione sono i morti da intossicazione da pesticidi sui
campi di cotone. Altri 3 milioni sono i casi di intossicazione
acuta nel lungo termine. I pesticidi sono orrendi, micidiali,
derivano dai gas nervini ricercati da nazisti in guerra. I
pesticidi artificiali provocano la desertificazione e contaminano
le falde acquifere. E infine ho scoperto che milioni di persone
sono al lavoro in condizioni di schiavitù. Passare dal sogno
all?incubo è stato uno shock.

Cosa vuol dire che i tessuti e i vestiti sono
certificati da Soil Association?
La Soil Association
è la piu antica associazione per il biologico al mondo.
È in Inghilterra. Promuove l’agricoltura biologica per ogni
tipo di coltura, dal cibo al tessile. Certificano le fibre e tutte
le lavorazioni. Se hai la loro certificazione vuol dire che il
danno ambientale è veramente minimo. È la piu alta
certificazione che si possa ottenere.

Qual è l’impatto della moda sul
pianeta?
L’industria della moda è la terza al
mondo, è gigantesca. Una persona su sei al mondo lavora per
la moda. Per sua natura e per il volume dei prodotti ha un forte
impatto ambientale, dai rifiuti alle emissioni di andride
carbonica, lo scarico di metalli pesanti… e la diossina ogni anno
fa più vittime della nicotina o delle bombe! 400.000 persone
lavorano il cotone usando il 25% dei pesticidi al mondo per un
totale del 10% delle coltivazioni. Se la moda comincia a darsi un
bella ripulita, faremo molta strada per cambiare il mondo.

E qual è la strada della moda di
domani?
La prima cosa è informarsi dell’impatto
di qualsiasi materiale che vuoi usare. Per esempio il PVC è
terribile, non c?è nessuna ragione di usarlo. Poi si usa il
cromo, altamente tossico per ambiente e persone. Il poliestere
deriva dal petrolio, come il nylon. E richiedono una
quantità di energia pazzesca, per essere prodotti. Bisogna
informarsi. I materiali migliori sono il cotone bio perché
fa bene agli agricoltori e all’ambiente, la lana priva di pesticidi
e le altre fibre naturali che tra l’altro sono dei “carbon sink”,
cioè assorbono la CO2 e ci aiutano. Inoltre, resisteranno a
lungo nel nostro guardaroba. Poi, bisogna guardare dove vengono
fatti. Diciamo ai designer: se volete sopravvivere, producete in
Europa, con materiali ecosostenibili e processi etici. In Cina
è tutto il contrario, si può fare tutto perché
i sindacati sono illegali e i diritti umani sono ignorati.

E quando tutta la moda sarà
eco-sostenibile?
Be?, a quel punto la maggior parte
della gente come me potrebbe smettere di battersi e tornare al loro
lavoro originale. Quello di disegnare belissimi capi di
abbigliamento. Che poi è il motivo che ci ha spinto a fare
questo lavoro dall’inizio!

Qual è l’equilibrio tra l’ecosostenibilità
e il lusso?
So con certezza che Louis Vuitton uomo si
sta occupando di collezioni con cotone biologico. Usano eco-pellami
di origine vegetale da molti anni. È molto tempo che pensano
che questi siano modi naturali di fare abbigliamento quindi non lo
hanno mai pubblicizzato piu di tanto. Molta gente è
interessata alla alta moda etica. Pensandoci bene è il lusso
piu grande che ci si possa concedere…meravigliosi abiti di design
fatti con pratiche naturali che rispettino uomo ed ambiente da
portare con la coscienza pulita! È sicuramente il lusso
più grande!

Francesco
Napoleone

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